DEI RE DI SARDEGNA Allorché Bonaparte, divenuto in conseguenza de'succcs-jtivi suoi trionfi padrone della Carintia e avvicinantesi a Vienna, fu giunto al putito di entrare in negoziazione coi commissari dell'imperatore per conchiudere la pace , non mancò egli di far valere, come un motivo di pia, l'appoggio del monarca sardo, di cui tenevasi già sicuro« clic finiva di rendere i Francesi padroni della parte settentrionale della penisola. Aveano per altro ancora contra essi parte degli ahitanti dello Stato veneziano. Nel 18 aprile si segnarono a Leoben preliminari di pace tra la Francia e l'Austria: essi erano del maggiore interesse pel Piemonte, che potea trovarsi sacrificato alle nuove viste del Direttorio esecutivo: d'altra parte avea a temere Carlo^mmanuele di rimanersi solo esposto al risentimento del governo di Vienna. Dopo molte difficoltà, fu dai due consigli legislativi di Parigi ratificato col re di Torino il trattato di alleanza. I democratici dell'intemo de'suoi stati,che in assenza del generale in capo dell'armata d'Italia calcolavano essere ben sostenuti dai cis alp ini loro vicini, non cessavano di raddoppiare i loro sforzi per poter erigere in repubblica anche il (oro paese sul nuovo modello. Un comitato rivoluzionario stabilito in Asti preparò l'insurrezione generale, scoppiata il 17 aprile di quest'anno 1797. Gli abitanti di Fossano e quelli pure di Moncaglieri,ove era la residenza regia, mostrarono un entusiasmo spinto sino alla frenesia per porre le cose sullo stesso ordine di Francia e Lombardia:, e ben presto Carlo F.mmanuelc si vide assediato nella sua capi-ale dai ribelli, che si vantavano godere la protezione dei Francesi. A quell'epoca si lasciarono piombar sul Piemonte orde di banditi, per sostenere armatamano il numero, piccolo in realtà, degli insorti, ch'erano per la più parte semplici mercenari. Essendo state però quelle perfide associazioni sconcertate dalla fedeltà che conservava pel suo re la massa del popolo c delle milizie, furono veduti agenti francesi correre apertamente in aiuto dei sollevati. stati battuti e dispersi. Quegli agenti non arrossivano di chiedere in nome del loro governo l'impunità dei fuorusciti armati conira il loro sovrano. P.t III.* T.° IH.* 33 *