DEI HE DI SPAGNA Il i3 la sinistra dell’esercito di Navarra e Guipuzcoa tentò un ultimo sforzo contra la destra dei Francesi. Il generale in capo Caro diresse quattro colonne; la prima, sotto gli ordini del luogotenente generale Escalante, del maresciallo di campo don Estevan Miro e del brigadiere don Francesco Xaverio Castannos, prese d’assalto la-roccia c il calvario d’Urrugne; ma i Francesi rannodati e rinforzati tornarono alla carica e ripigliarono la lor posizione. La seconda colonna, comandata dal maresciallo di campo marchese de la Romana, fu respinta davanti la Croix-des-Bou- 3ucts, di cui avea sorpreso gli avamposti. Le altre due,che oveano far diversione e sostenere l’attacco, non ottennero verun successo. Nel qual fatto gli Spagnuoli ebbero quattrocento feriti, trentaquattro prigionieri e cinquantaduc morti, tra cui il colonnello del reggimento d’Ultonia don Francesco Comesfort, che comandava la terza colonna. Circa quel tempo gli Spagnuoli rimasero succumbenti in una intrapresa da essi tentata contra la vallata di Mauleon. Il maresciallo di campo La Cuesta,comandante a Urge! e nella parte più occidentale della Catalogna, attaccò il a6 con due o 3ooo uomini l’avanguardo francese a Bclver, ove Doppet avea fatto costruire una batteria. Nel tempo stesso invio altra colonna di circa i5oo uomini per sorprendere Puycerda. Mentre la prima stava azzuffata col generale Charlet, giunse a Bclver Doppet dopo aver liberata Puycerda, respinse gli assalitori e conservò la Ccrdagna spa-gnuola. La quale inutile spedizione costò agli Spagnuoli treccntocinquanta tra morti, feriti c prigionieri. In pari tempo furono da una colonna della divisione Augercau scacciati dal posto d’Estella, cui aveano ritolto. Il 3o giugno, 3,4 e 6 luglio, l’armata d’Aragona fu assalita dai Francesi, ma essa conservò le sue posizioni dopo parecchie fazioni in cui particolarmente si distinse il brigadiere don Francesco Eguia. Il 3 luglio il re e la regina accompagnati dalle infante Maria Amalia e Maria Luigia, dall’infante don Antonio e dal principe Luigi di Parma, visitarono la regia accademia delle tre arti nobili, ossia di S. Ferdinando. Vennero accolti dai membri in corpo con alla testa il duca de la Alcudia, protettore di quell’accademia, ne percorsero le varie sale, P. III.3 T.® III." ai *