DEI HE DI SARDEGNA confidenza loro, incolpandosi l’un l'altro delle ultime perdite. Beaulieu era sdegnato perché Colli lo avesse lasciato battere per più giorni senza condurgli rinforzi; e dall’altra parte Colli, la cui annata in forza dei sinistri avvenuti asccn-deva appena a 12,000 combattenti, lagnavasi, e forse con maggior ragione, perché l'armata imperiale lentamente inseguita si allontanasse ogni giorno più, e lasciasse che la procella scoppiasse tutta intera sovra lui solo. I Piemontesi imprecavano al tradimento. Fatto é che Colli non era in i-stato di resìstere gran pezza all'urto delle colonne francesi che lo assalivano da ogni parte. Bonapartc avea deciso di portarsi verso Mondovi per collocarsi tra l'armata austro-sarda e la capitale del Piemonte , che dovea da quella venir protetta. 11 18 dello stesso mese di aprile egli stabilì il suo quar-tier generale a Ceva,sgombrata il giorno avanti dal nemico, lasciandovi tutta la sua artiglieria, mancandogli il tempo di trarla seco. Ad eccitar vivamente l’entusiasmo dell'armata francese concorse la vista delle immense e fertili pianure del Piemonte, cui scopriva dalle alture di Montc-Zemolo. Bonapartc stando a Ceva. era in grado di dirigere quinci l’attacco da lui meditato contra il generai piemontese, il quale era riuscito di prendere una forte posizione al confluente della Corsaglia e del Tanaro. Nel giorno 19 Colli sostenne vigorosamente un primo assalto, ma temendo vedersi alle spalle i generali Serrurier e Rusca. fatti avvanzarc da Bonaparte per sostenere Augereau, evitar volle un fatto d'armi, il cui esito in caso avverso gli sarebbe stato imputato tutto a suo carico, e quindi nella notte abbandonò la sua posizione, e si ripiegò al di sotto di Mondovi con tutta la sua artiglieria. Allo spuntar del giorno a3 venne inseguito dal gene* ral Serrurier, che gli sperperò il suo antiguardo sulle eminenze di Vico. Non abbandonò per altro il campo di battaglia se non dopo aver veduto espugnate colla baionetta le sue posizioni. Allora traversò rapatamente Mondovi, dirigendosi verso la Stura e Fossano, uè si fermò che tra Coni e Cherasco. Bonaparte fece marciare in tutta fretta la sua cavalleria dietro a Colli, e s'iropadronì della città e del castello di