52 4 CRONOLOGIA STORICA e disarmato, non frappose tempo per concertarsi con Jou-bert, divenuto generale in capo dell’ armata d’Italia in forza della partenza di Ronaparte, che nel novembre antecedente era ritornato in Francia. Trattavasi di costringere Io »fortunato monarca piemontese a promettere di ricevere nella cittadella di Torino guarnigione francese, e a questo oggetto fu il 24 g'ugno segnata la convenzione relativa,che non andò guari riportò il pieno suo effetto. Gli uomini clic in Francia stavano alla testa del governo non ignoravano che il gran duca di Russia, succeduto nel novembre 1796 a Cattcrina sua madre, ricordavasi dell'amicizia da lui quindici anni prima( 1782) giurata alla corte di Torino e spezialmente a Carlo Emmanuele IV,che era allora soltanto principe, di Piemonte. Conoscevasi che il nuovo czar avrebbe ben desiderato di poter spedire in Italia numerosa armata per conservare al re di Sardegna quauto non gli era ancora stato tolto de’suoi stati, e coa-uitlvarlo pure a ricuperare il rimanente. Per conseguenza nulla neglessero i direttori francesi di ciò che mirava a maggiormente indebolire Carlo Emmanuele, di già tanto sprovveduto di mezzi per attaccare, e per porlo assolutamente fuori di stato di profittare del soccorso di Russia, su cui egli molto fondava. Si cominciò a metterlo di nuovo alle prese coi Genovesi, suscitando questi ultimi a tentare con nuove mene invasioni, e proteggendo ognor più i piemontesi democratici. Vedendosi cosi incoraggiati i cittadini della repubblica ligure, organizzata negli ultimi dieci giorni di maggio 1796, irn-padronironsi del villaggio di Carosio, stato spesso soggetto di discordia tra il loro governo e il sovrano di Piemonte; locchò obbligò quest' ultimo di spedire a quella parte un corpo d'armata per arrestare non solamente i suoi pericolosi vicini ma quelli pure de' suoi sudditi,che per ¡spirito di rivolta si erano un'altra volta associati coi Genovesi. Avvertiti i rivoltosi della marcia delle truppe piemontesi, cransi frettolosamente ritirati, lasciando un retroguardo di alcuni centinaia di bersaglieri sparpagliati sulle montagne e nei boschi. Dall'una e l'altra parte non v'ebbero che alcuni morti e feriti. L' 8 maggio il re pubblicò un editto, annunciando gra-