CRONOLOGIA STORICA Nel i giugno il primo console fece il suo ingresso in Milano, ove era stato preceduto d’alcune ore il suo luogo* tenente generale Murat. Nel giorno stesso v’ebbero luminarie in tutto Torino per l’arrivo di Mclas. Gli abitanti, almeno per la maggior parte, si erano abbandonati ad una strana fidanza, mentre a tre leghe da quella capitale defilavano 4o;ooo uomini con alla testa Bonaparte e il fiore dei generali francesi; c quell’armata incuteva minor terrore di quello ne avesse prodotto Turrcau al suo mostrarsi nella vallata di Susa coi suoi 5,000 uomini. Il console, padrone intanto di Milano, avvanzavasi. a gran passi per far levare il blocco di Genova e soccorrere Masscna, la cui resistenza era utilissima per eseguire i disegni formati dal capo dell’armata di riserva. Alla fine il difensore della capitale dello stato genovese dovette per mancanza di viveri negoziare il 5 giugno una capitolazione ch’egli ebbe l’abilità di rendere gloriosa. Il 14 segui la celebre battaglia di Marengo; e Mclas, avviluppato, dovette sottoporsi ad una convenzione disastrosa,che fu segnata il 16 in Alessandria. In virtù della qual convenzione,per l’esecuzione della quale fu nominato il generale Dcjrati a commissario francese, doveano rimanere in poter aci Francesi i castelli di Tortona, di Alessandria, Milano, Pizzeghettone, Arona, Piacenza, Coni, Ceva, Savona, la città di Genova, Lucca, la Toscana e il forte Urbino; essendo soltanto facoltativo al generale austriaco di ritirare dai paesi ceduti le sue guarnigioni, artiglierie e magazzini. 11 solo vantaggio reale eh’egli ebbe ludi sottrarsi ad un tranello ch’egli credeva irreparabilmente tesogli, e, giusta la convenzione, sgombrò da tutto intero il Piemoiitc. Carlo Emmanuclc IV, trattenuto maisempre in Toscana pel volere del gabinetto di Vienna, ivi ricevette una nuova proposizione di ritornare in Torino. Questa volta essa gli lu indiritta da Bonaparte colla clausula rinunciasse definitivamente alla Savoja e alla contea di Nizza; e il capo del governo francese, pensando sempre a conservarsi per lui stesso il Piemonte, cui particolarmente ambiva.offrì pure al re di' Sardegna la Cisalpina in iscambio degli attuali suoi stati. Ma Carlo Emmanuclc ricusò ogni cosa non solamente per motivi religiosi, ma anche per non voler ab-