DEI RE DI SPAGNA il blocco .1i Cadice,era ridotta allora a nove vascelli e tre fregate, uscì dalla rada sotto gli ordini di Mazarredo per dar loro la caccia. Ma pochi giorni dopo dovette rientrare in quel porto pel subito arrivo del lord S. Vincent, uscito di Lisbona con quattordici vascelli. Ricominciò allora c divenne più vigoroso il blocco di Cadice. Il marchese del Campo era stato richiamato dall' ambasciata di Francia per occupare un posto nel consiglio di Stato; ma il conte di Cabarrus,di lui successore, non essendo stato ammesso in qualità di ambasciatore di Spagna perchè era nato francese, lasciò Parigi il 7 febbraio, e fu sostituito dal cavaliere d’ A/ara, eh' crasi distinto durante la lunga sua resistenza alla corte di Roma. Le duchesse d’Orleans e di Borbone e il principe di Conti, deportati in Ispagna per ordine del governo francese, giunsero a Cartagena, e poscia rccaronsi a Barcellona, ove venne loro pagata dalla corte di Madrid una pensione di duecentocinquanta piastre al mese. Manifestaronsi sintomi di fermento in Catalogna, e specialmente a Barcellona, per la miseria occasionata dal ristagno del commercio e delle manifatture. Sulla proposizione di don Aug.de Lancaster, capitano generale di quella provincia, fu risoluto di tener occupati i villici. Quel governatore, per ovviare alla comune sciagura, ottenne dal re il permesso di dare delle feste di ballo e d'istituire lotterie di differenti specie. I prodotti furono impiegati nel soccorrere gP infelici. Si istituirono pubblici lavori,si fissarono vantaggiosi prezzi per la man d’opera: vi si aggiunse copiosa c giornaliera distribuzione di cibi, belli e preparati, pegl' individui non occupati nqj lavori, e se ne inviarono anche alle prigioni ed agli ospizii. Qncsti due stabilimenti si mantennero per alcuni anni. Il secondo era conosciuto sotto il nome di Olla pubblica (pubblica marmitta), e distri— buivansi ciascun giorno circa 356o razioni. Mercè quei lavori, Lancaster piantar fece bellissime passeggiate a Barcellona. Il cattivo stato in cui erano ridotte le finanze della Spagna, obbligò Carlo IV a promulgare una cedola.per cui invitava gli arcivescovi, vescovi, abati c prelati del regno a versare nel regio tesoro tutto l’oro c l'argento di cui po-