5io CRONOLOGIA STORICA 1,'joo granatieri nel castello più sopra nominato, eli'era tutto in rovina, c dove non potendo lungamente resistere dovette capitolare. Bonapartc,ncl ragguaglio clic dà della battaglia di Millesimo, dice clic» l’intrepido Joubcrt era ad nu tempo un granatiere pel suo coraggio ed un generale pe’suoi talenti e le sue militari cognizioni». Allora Joubert era semplice generale di brigata. I Francesi, divenuti padroni di Cosseria, ruppero la linea austro-sarda; scopo principale del loro coudottiere essendo quello di separare interamente le due armate alleate, e in ciò riuscì. II 14 ordinò il passaggio della Bormida, e dopo ostinatissimo conflitto i nemici vennero sloggiati da Dego. Si fecero prigioni due reggimenti piemontesi provenienti da Alessandria,prima che quivi si sapesse ciò ch’era avvenuto a Cosseria. Beaulieu, costretto a retrocedere e assai indebolito, andò accampare al Bosco presso Alessandria, donde scrisse a Vittorio Amedeo che quanto prima sarebbe venuto a raggiungere l'armata piemontese con rinforzi che gli venivano annunciati da Alcmagna, e frattanto procurava di porsi sotto la protezione dei baluardi di Tortona. Bonapartc stimò quello momento opportuno per dare un colpo decisivo all’armata sarda?comandata dal generai Colli, e per compiere di staccare il grosso dell' armata alleata. Per ordine di lui Augc-reau il giorno 16 aprile si mosse dalle alture di Monte-Ze-■uolo e si portò ad attaccare i ridotti che proteggevano il campo trincerato di Ccva. Credeva Colli ben garantita la t>ua posizione: contando sui soccorsi che potea mandargli il gabinetto di Torino, o su quelli che doveano fargli avere gli Austriaci lungo la destra del Tanaro, ma tutte le sue speranze svanirono ad un tempo. Avca Vittorio Amedeo ordinata una leva di tutti i giovani, dagli anni diciotto sino ai trenta, loccliè dovea raccogliergli un esercito di 4° a io,000 uomini ; ma il porre ad esecuzione tale ordinanza non solo incontrò le maggiori difficoltà, ma lo scontento che sparse pel Piemonte rese inattivi gli sforzi che faceva il re per continuare la guerra. I generali austriaci e piemontesi aveauo perduta qualunque