DEI RE DI SARDEGNA 5o5 del Piemonte e nelle montagne dello stato genovese, si applicò a profittare prontamente di tutto ciò clic prima di lui era stato operato dal generale Dumerbion, e dal’ appoggio ch’era certo di rinvenire nei generali Scrruricr, Masseria e Rusca. Egli diò line alla campagna con un fatto d’arme hrillantc. L’armata francese, forte di 4°,ooo uomini, trova vasi allora in quella parte meridionale delle Alpi cui viene ad appiccarsi l’estremità della catena degli Appennini, e dall'altura del colle di Tenda domina le gote che da quella 1>arte riescono per la via di Coni verso il Piemonte e dal-'altra, scendendo gli Appennini, verso il mare di Liguria. L’armata austro-sarda, ch’era allora d’oltre 5o,ooo uomini, comandata dal barone de Vins, stendevasi al nord degli Appennini da Piacenza sino a Ceva. La strada più breve per raggiungere i Francesi accantonati sulla riva del mare da Nizza sino a Onzilla, era quella di penetrare nel territorio di Genova por Campofreddo e pel colle dellaBocchetta; e il generale de Vins, a malgrado le proteste di neutralità che gli opponeva il senato, seguì l’esempio dell’ esercito francese, clic senza farsi scrupolo avea attraversato lo stato di Genova per togliere Onzilla al re di Sardegna. Questo generale per altro tentò inutilmente di sloggiare i Francesi da Ormea; essendo egli invece stato respinto da Garcssio e da Borghetto, combattuto a Pietri, c compiutamente iconfìtto a Loano il ai novembre 179?. Al mattino dell’indomane Masscna attaccò i ridotti nemici c fece rinculare il generale d’Argenteau sino a Bardino to. La battaglia di Loano,che costò agli Austro-Sardi una parte dell'artiglierìa. 4-«oo morti e quasi 5,000 prigioni, procurò ai Francesi il vantaggio di trovarsi padroni di tutto il paese occupato da prima aagli Austrìaci, e sovrattutto di Finale, di Vado e di Savona; e in tal guisa ristabilire le loro comunicazioni col mare. Avrebbero anche potuto in conseguenza di questa vittoria valicare la barriera degli Appennini, se gli eccessi di ogni genere cui si abbandonarono nella gioia del loro trionfo, non avessero arrestato le loro operazioni militari. Di ciò se ne lagnava pubblicamente Sene-rer, mentre venia egli taccialo di fomenUili segretamente. P.* ni.* T.* III.* 3a *