5o4 CRONOLOGIA STORICA dine su tutto il continente, le quali unitamente all'Austria restassero in armi contea la repubblica francese: ma perchè questa potesse dirigere i suoi sforzi nella Lombardia, era indispensabile di neutralizzare tutte le forze militari di quella penisola e nell’atto stesso indurre il gabinetto di Torino a fermare la pace di cui da qualche tempo trattavasi. Questo gabinetto ricevette in allora nuove negoziazioni dell’ambasciatore di Spagna, munito di credenziali e parlante a nome del suo sovrano, congiunto coi vincoli di sangue al monarca sardo; ma questi rigettò qualunque proposizione e rimostranza,benché s’insistesse precipuamente sull'interesse ch’egli aveva di assicurare mercé i mezzi che gli venivano offerti l’esistenza di già mal ferma della casa dQHavoja. Vittorio Amedeo era affatto scevro d’ambizione c di viste d’ingrandimento, e pensò dover piuttosto correre tutte le contingenze della guerra che abbandonare la causa de’suoi alleati. Forse che senza il loro concorso immediato, e ridotto alle proprie sue forze, ina sostenuto da un sussidio maggiore di quello clic gli accordava l'Inghilterra,egli avrebbe potuto riuscire ad allontanare i Francesi dai suoi stati. Era a quel momento quasi il solo sovrano d’Italia, specialmente dell’ Italia settentrionale, che potesse interamente contare sulla fedeltà de’suoi sudditi; ma,sfortunatamente per lui, la sua politica e le sue operazioni venivano assoggettate al volere e all’andamento del gabinetto di Vienna. La campagna del 1795 non apri ancora l'ingresso dell'Italia alle truppe francesi. Molto tempo vi avea abbisognato prima che l’armata dei Pirenei si congiungcsse con quella che disponevasi a varcare le Alpi. Le montagne e le piazze che protcggevanla dalla parte di Francia erano Guardate da 4°;°oo uomini circa ai truppe piemontesi e a un corpo di i5 a 20,000 Austriaci. Benché i Francesi non sembrassero gran fatto in ordine, essi presero peraltro l’offensiva sul finire della campagna. Non più aveano a capo Kellertnann, ma invece il generale Scherer, che dal comando dell’armata contra i Spagnuoli era passato in Italia. Questo novello condottiero di milizie che si erano esercitate in regioni montuose, c potevano quindi venir utilmente impiegate alla frontiera