CRONOLOGIA STORICA Invitato per altro Ronaparte a far constare ostensibilmente disapprovar egli i rei disegni formati dai nemici dd monarca sardo, fece ragione all'invito, ed acconsentì anche si rendesse pubblica col mezzo della stampa una lettera di lui diretta al marchese dì Saint-Marsan in cui dichiarava essere soddisfattissimo della condotta del gabinetto di Torino, e condannava, nella sua qualità di capo dell'armata d'Italia, ogni attentato commesso contra l'autorità del re, aggiungendo non solamente S. M. Sarda aver nulla a teme* re per parte dei Francesi, ma ch'egli stesso generale in capo era disposto a secondare Carlo Emmanuele in tutto ciò potesse contribuire ad assicurare la sua quiete. Ni a ciò si restrinse Bonaparte: ordinò venisse rinchiuso nel castello di Milano il giornalista Ragza, i cui fo* gli incendiarii tendevano a piantare ¡1 focolaio della rivoluzione in Vercelli sua patria, e a mettere in Camme tutto il Piemonte. Carlo Emmanuele,pieno di fidanza nell'appoggio del generale francese, diè ordine si attaccassero i ribelli. Essi non poterono resistere alle truppe rcgic:csi ritolseroMon-caglicri ed Asti. Furono giustiziate colla forca 53 persone, che formavano il comitato rivoluzionario in qucst'ultima città: altri csempii di severità repristinarono la quiete. Del resto il re,sempre desideroso di contentare il suo popolo, avea {•roibito con una legge i contratti d'appalto al ai là delle ire dieci mila pei terreni coltivati a riso, c al di là delle lire quattro mila'pegli altri. Siccome la carezza dai grani, generalmente attribuita dal basso popolo al monopolio dei grandi appaltatori, era stata una delle cause o uno dei pretesti dell'insurrezione,così quella legge restituì la sicurezza ai villici, c si trovarono sconcertati i repubblicani. Il i5 giugno ebbe la sua prima udienza dal re di Sardegna il cittadino Miot, ambasciatore della repubblica francese. Il >4 luglio il re accordò amnistia generale a tutti i suoi sudditi rivoltati o sviati. Fece ancora di più : per togliere ogni pretesto all'insurrezione, promise di non aver per l'avvenire altro riguardo che al merito personale nella distribuzione dei pubblici impieghi; ed abolì con editto dH a