DEI HE DI PORTOGALLO 4i5 latori del commercio esclusivo di quegli indigeni. Si sequestrarono le mercanzie esistenti nei loro magazzini di Lisbona, e fu esiliato a sessanta leghe d(Jla capitale il superiore della casa professa. Tutte le menti stavano intente all’esito di quel iamoso processo, cui alcuni anni prima non si avrebbe o-sato d’imprendere, quando il 3 settembre 17.58 sulle dodici e mezzo della sera il re fu ferito al braccio ed alla spalla destra con due colpi di scimitarra menati sulla carrozza in cui trovavasi con un solo domestico, al suo uscire d’Alcantara. a mezza lega da Bclem. Il principe si restituì immediatamente a Lisbona e alcuni giorni dopo ( 7 settembre ) emanò decreto che dava alla regina i più anipii poteri per reggere il regno sino il suo ristabilimento. 1 ministri dissimularono accuratamente l’assassinio intentato contro il re, persino cogli stessi ambasciatori esteri, certo per iscoprirne più sicuramente gli autori, e soltanto nel dì 9 dicembre il re di Portogallo diè a conoscere unìcialracnte il pericolo dond’era stato minacciato, promettendo con un editto ricompense a coloro clic denunciassero i rei. Soltanto il giorno i5 fu fatta comunicazione di tale evento al corpo diplomatico, e nel i3 fu con una ordinanza proibito di uscire dal Portogallo senza il passaporto di un commissario a tal uopo destinato, e il giorno stesso vennero arrestati come presunti autori dell’intentato regicidio tre dei principali signori del regno, cioè Giosefo Mascarenhas duca di Aveyro; Francesco d’Assise marchese di Tavora, il padre, c Girolamo d’Ataide conte d’ Atonguia, di lui genero, nell’atto stesso che si condusse in un convento la marchesa de Tavora madre, e si accerchiarono di truppe i conventi dei gesuiti, con divieto di comunicare coi secolari, rappresentandoli come partecipi della trama, od almeno di averla già conosciuta c approvata. Il tribunale àtW inconfidenza con decreto 12 gennaio 17% dichiarò rei di lesa maestà e condannò a morte 1 tre signori sovrindicati, non che la marchesa vedova de Tavora in un ai suoi due figli, uno dei quali avea soli ven-t’ un anno,ed alcuni altri più ignobili complici, i quali tutti vennero giustiziati il giorno dopo,e nel 17 con editto confermativo della sentenza del 13 ne fu vietata per sempre la revisione. Sotto pretesto che si avessero proposto di ammutinare il popolo, ove il re fosse rimasto morto, vennero