CRONOLOGIA STORICA acro sollevazioni in quella parte che il trattato di Cherasco sanzionato a Parigi avea lasciata sotto il dominio del padre del re attuale. Erano allora tali le circostanze,che conveniva per assicurare le viste di Ronaparic o .clic questi distruggesse il re di Sardegna, o dissipasse interamente le inquietudini di quel principe e contenesse que’sudditi eh’erano malcontenti, per garantire la tranquillità del Piemonte; tranquillità di cui avea bisogno egli stesso nel caso che avesse ad assentarsi dall’Italia per portar le sue armi negli Stati ereditarli dell» casa d’Austria. Invano erasi egli lusingato di indurre a secondare il suo progetto di dichiarar guerra al capo della Chiesa un monarca tanto essenzialmente religioso; come invano prometteva egli al suo nuovo alleato tra gli altri vantaggi la cessione di Genova, possibile ad effettuarsi all’epoca di una definitiva sistemazione: il.re sempre inai persistette r\el rifiuto. Se non che quando fu dal generale in capo dell’armata d’Italia concluso col papa a Tolentino un trattato il dì 19 febbraro 1707, fu da lui formalmente proposta alla corte di Torino un'alleanza che dovea essere offensiva e difensiva sino alla pace continentale, e difensiva solamente dopo la pace; e la corte di Torino allora non ebbe più la possibilità di resistere. Soltanto il 5 aprile 1797 si andò in accordo sulle clausule dell’alleanza in discorso. Avcano già avuto luogo a tale proposito alcune conferenze tra i ministri del re Saint-Marsan e Priocca da una pártele il generai francese Clarke dall'altra. Solo i due ultimi segnarono in nome dei loro respettivi governi. Nel trattato veniva garantita a Carlo Emmanuclc IV la sua corona c gli attuali suoi possedimenti, merci l’obbligazione che assumeva di dichiarar la guerra all'Austria e fornire ai Francesi almeno 9,000 uomini e 4« peni di artiglieria. L’unione delle truppe piemontesi coll'armata repubblicana poneva evidentemente questa in grado di proseguire la sua marcia vittoriosa verso il territorio stesso degli Stati Austriaci. Il Direttorio esecutivo non conobbe però l'importanza di tale trattato,e ne aggiornò la ratifica, ma esso s’ebbe una pubblicità che diede nuovo credito al re di Sardegna c scoraggiò i malintenzionati.