DEI RE DI SARDEGNA 553 non fa intorbidata la tranquillità pubblica. Per altro tutte le provincie, e spesso anche le pubbliche strade, erano infestate da fuorusciti cui i Francesi non si prendevano gran fatto cura di distruggere. Tutto tornava a vantaggio della nazione vincitrice e (luminante, ma particolarmente tutto faceva*! a grado del primo console di Francia, non che del cenerai Brune, ch'era succeduto a Massaia nel comando dell'armata d Italia. L’8 settembre dovea solennizzarsi la festa della liberazione di Torino,assediata dai Francesi nel 1706; festa che d'anno in anno era stata sempre celebrata dopo la guerra della rivoluzione. Ma siccome nel 1800 trovavasi in città un corpo d'armata francese con molti impiegati civili, ai temette non venisse riguardata per un'oiTcsa la commemorazione di un giorno doloroso per Francia; e per conseguenza il nuovo governo, benché per contentare A popolo ordinasse che avrebbe luogo giusta il praticato quella festa, fece però pubblicare che questa volta essa avea per oggetto di fare a Dio voti per la conclusione della pace. Non poteva la commissione esecutiva del Piemonte non dar motivi a molte querele e rimproveri d’ogni specie. Essa era specialmente in balia del partito che teneva pcgli Austriaci; ma non pensò ad altro se non alle sue personali inquietudini allorché vide un decreto in data 7 settembre 1800 che limitava al fiume Sesia i confini del Piemonte con Lombardia. 1 capi del governo lombardo sperano lusingati che verrebbe esso dichiarato repubblica indipendente,come erano o almeno parcano essere auelle suddette ligure e cisalpina. All'annuncio del decreto aci consoli francesi che univano alla Cisalpina le provincie situate alla sinistra della Sesia, senza far parola della costituzione destinata pel Piemonte, ne rimasero profondamente afflitti Bossi e Botta; e il terzo membro Bernardi, appartenente ad un paese smembrato dal nuovo ordine di cose, dichiarò prima degli altri , ch’egli non prenderebbe più parte m verun atto pubblico. Partecipi del dolore di Bossi e Botta furono i quattro consiglieri del governo Galli, Brayda, Costa e Giulio: il <|ual ultimo aostituì tosto Bernardi nella commissione esecutiva. Bossi fece tenere al generale Jourdan un’estesissima v: III.* T.* I1L* 35 *