DEI MORI DI SPAGNA q5 stigliano,comandato da Alfonso X (giusta Conde)o da don Lo|>c Dias di Ilaro (giusta Cardonne c Chenicr), incontrò presso llisn Azzaliara (Zaliara) i vincitori che continuavano la loro marcia. Si combattè con eguale accanimento e senza vantaggi decisivi, ma quantunque i Mori avessero con-•servato le lor posizioni, ritiraronsi la notte col loro bottino. Il re di Marocco,informato che una flotta cristiana voleva opporsi al suo ritorno in Africa, e vedendo già intercettati i suoi convogli e difettar di viveri il suo esercito, conchiuse una tregua di due anni con Alfonso senza parteciparlo al re di Granata e ripassò lo stretto. I vali di Guadix e di Malaga abbandonarono l’armata e rinnovarono le lor sommissioni al re di Cartiglia. Mohammed, abbandonato dal suo alleato , e spiacendogli di avergli consegnate le due chiavi dell1 Andalusia, non tralasciò-di provvedere alla sicurezza delle sue frontiere e continuare le ostilità contra i Cristiani, senza importanti risultamenti. In mezzo ai suoi preparativi di guerra, egli sapea trovare il tempo di coltivar la poesia e 1’ eloquenza in un al suo primo vezir Aziz ^>cn Alì, ben Abd-el-Menam, che partecipava al gusto del suo signore, e cui rassomigliava pure singolarmente per età, complessione, aspetto e carattere. Essi ammettevano nelle lor conferenze i dotti dell’An-dalusia, i filosofi, i medici e gli astronomi, per cui erano sempre aperte le porte dell’Alcacar (i). L’anno 676 ( 1277) Abu Yusuf Yacub ritornò in Ispa-gna, e si recò a Ronda ove AbuJshak, wali di Guadix,e Abu Mohammed. wali di ¿Malaga, si unirono a lui per-far guerra ai Castigliani. Egli riportò contra Alfonso X il 1?. rabi I ( i3 agosto) solenne vittoria, presso Siviglia, cui non potè prendere, prese d’ assalto Alcala di Guadaira c devastò tutta quella parte dell’Andalusia. Due mesi dopo tale spedizione morì il wali di Malaga. Il re di Gianata, ch’era stato invitato a prender parte nella guerra di religione, si recò a raggiugnere presso Ardjuna il re di Marocco, che (1) Conde nulla dire della ritolta dei Mori del regno di Valenza, destata e sostenuta, diresi, dal re di Oranata, e i' mi progressi causarono tanto dolore al re layme I d’ Aragona, che ne mori indi a poco.