54 CRONOLOGIA STORICA in .moto. Mohammed fece inalberare sulla sua tenda uno stendardo rosso, segnale della battaglia, si collocò sur un’e-niinenza, e si sedette sopra uno scudo col suo cavallo in faccia^ attorniato da r 0,000 schiavi neri .che formavano parte della sua guardia. La sua armata prese posizione avvauzata sotto il comando del vezir Abu-Said. I Cristiani cominciarono l’azione con un attacco generale enntro il corpo dei mussulmani volontarii, che a malgrado i loro sforzi furono avviluppati e si fecero tutti uccidere sino all’ultimo, vendendo però a caro prezzo le loro vite. I Cristiani allora diedero la carica.con nuovo impeto agli Al-Mohadi ed agli Arabi, che si batterono pure da leoni} ma nel forte della mischia gli Andalusiani,per punire il vezire de’suoi spregi e vendicar la morte dello sciagurato Abu’1 Hedjadj, abbandonarono il campo di battaglia ; lo che pose in disordine le fde degli Africani,che fuggirono totalmente sconfitti. Rinyt-neva ancora quella formidabile guardia di neri, che circondavano la tenda del califfo e le cui lancie formavano un baluardo,davanti il quale sulle prime non tenne fermo la cavalleria cristiana; ma quella barriera finalmente fu rovesciata (1). Mohammed, cinto tutto di cadaveri,non lasciava la sua posizione e rassegnavasi a morire, allorché un Arabo penetrò sino a lui, Io fece montare sovra eccellente giumento da razza, cavallo del suo padrone, e salvò il principe in mezzo la folla dei fuggiaschi. Immensa fu la carnificina e durò sino a notte, avendo il re di Castiglia vietato di far prigionieri. Tale si è la narrativa semplice e senza esagerazione che fanno gli.scrittori arabi della battaglia di las Navas di Tolosa, che portò un fatai colpo alla potenza degli Al-Mohadi, e preparo nella Spagna la caduta dell’islamismo. Secondo essi,avvenne il i5 safar 609(17 e non 16 luglio 1212) nella pianura di Hisn Al-Akab (2): essi sono d’accordo (1) Non convien cercare altrove le pretese catene di ferro, che circondavano il re di Marocco, e cui ruppe con un colpo di sciabola il re di Navarra, e collocq poscia negli stemmi di sua famiglia. Affligge il vedere che un grave personaggio,quale si fu Rodrigo arcivescovo di Toledo, autore contemporaneo, abbia intarsiata la sua opera di simili stravaganze, e che siansi le tante volte ripetute da tanti compilatori. (3) Questo è quello che,dietro ad essi, dicono Casiri, Conde. Dombay,