DEI HE DI SARDEGNA 467 Avvenne una rivolta in Torino per fatto degli studenti nel giugno 1791, precisamente nel momento in cui Luigi XVI faceva uno sfortunato tentativo per ravvicinarsi ai soccorsi clic si stavano preparandogli fuori della Francia. La sommossa fu così seria,ohe il conte Granerà,ministro dell'interno^ il conte di Saliuour, governatore della città, credettero dover opporre ai giovinoti ribellati la forza militare e particolraiucntc un reggimento di Alrmanni clic trovavasi colà di guarnigione, e uno squadrone di cavalleria nazionale. Ma la prudenza che si raccomandò a quei militari incoraggi i rivoltosi, che almeno per il momento ebbero la superiorità sovra la polizia. Poco dopo non raen grave sollevazione scoppiò in Sa-voja, di cui fu scena Montmelian.ma clic fu sedata più facilmente di ciucila di Piemonte. Indipendentemente dalla naturale antipatia ch'esisteva tra Savojardi e Piemontesi, i borghesi dell’una e dell'altra nazione pretendevano aver motivi di lagno contra il reggimento di cavalleria d' Aosta. Questo reggimento venne richiamato, e tosto cessò il malcontento. Più tardi però molti Savojardi, invitati dall'esempio di Francia, tentarono introdurre di nuovo nella loro patria grandi innovazioni politiche. Fin vi pure in Tonon, capitale del Chablaisc, un principio d'insurrezione nell'agosto 1791. Ne furono condannati a morte gli autori ed 1 capi. Alcuni giunsero a sottrarsi colla fuga, e ritirati nel Delfmato diedero opera a fomentare,mercé scritti sediziosi. Il malo spirito di parecchi loro concittadini. a diffondere le opinióni e le massime le più contrarie all'ordiue da lungo tempo stabilito in Piemonte, Savoja ec. . La corte di Torino, siccome la più vicina presso il fo-colajo principale delle rivoluzioni che non gli altri governi d'Italia, e la prima esposta all' invasione y si persuadeva sempre più della necessità di formare con tutti eli stari della penisola una lega per la conservazione dei diritti di ciascheduno nel caso di parziale attacco. Già si si era anticipatamente assicurato con negoziazioni secrete delle disposizioni del re di Napoli ed anche di quelle del re di Spagna,in vista del durato di Parma. Anche il papa pren-