DEI Moni DI SPAGNA cavaliere, violento e pieuó di coraggio. Ardendo di segnalare il suo valore contra i cristiani, prese un distaccamento di cavalleria, e in isprcgio alla tregua entrò nell’Andalusia l’anno.864*(i4oo)i devastò il distretto di Estcpa, portò via il bestiame, trucidò o caricò di ferri gli abitanti delle campagne^ ma attaccato dalle truppe di Ossuna, dopo micidial pugna, fu costretto fuggire e abbandonare il bottino. Nell’autunno dell’anno 865 (1461 ) fece nuova invasione,che gli fu più utile e meno pericolosa: ma la guerra che avea riaccesa divenne ai mussulmani fatale. L’anno dopo il duca di Medina Sidonia tolse loro Gibilterra, clic si ar-, rese dopo un assedio di poca durata, mentre don Pedro Giron, granmastro di Calatrava,attaccava Ardjiduna,che fu obbligata a capitolare (1). Tali perdite irreparabili costrinsero il re di Granata ad implorare la generosità del re di Castiglia. Il monarca cristiano da Gibilterra si recò nelle pianure di Granata, ove fu magnificamente accolto da Mohammed l’anno 868 (i463): pranzarono insieme sotto superbo padiglione, soscrissero la pace, e si fecero reciproci doni. Enrico parti scortato sino alla frontiera dai primarii signori di Granata, molti dei quali lo accompagnarono sino nella sua capitale, giusta una clausula del- trattato, prescrivc/itt che 1 sudditi d’ ambi i monarchi viaggerebbero liberamente negli stati respettivi dell’ unti e P altro, ed avessero a trovarvi protezione e sicurezza. Mohammed visse in pace sino alla fine del suo regno, che fu di 12 anni a quel torno (2). Resse con molta saggezza e giustizia e meritò l’amore de’suoi sudditi. Morì alla primavera dell’anno 870 (1466) nel suo palazzo in Almeria. (1) Dice Cardone che Gibilterra fu presa da don Giovanni de Guz-man conte di Niebla, e che il marchese di Villena s’ impadroni di Ar-djiduna o Ardjuna. Ma siccome anche il duca di Medina - Sidonia era della famiglia di Guzman, che possede quantità di titoli e signorie, é probabile quel conte di Niebla sia stato lo stesso personaggio che il primo duca di Medina-Sidonia-> (2) Giusta Chenier, vi ebbero sotto il suo regno parecchie ribellioni destate da Cid Ben-Cerray (Sied ben Seradj); ma né Conde né Car-donne ne fanno veruna menzione. P.p III.* T.° 111."