DEI HE DI SPAGNA dccembre 1788 in ctàdisettantadue anni, dicci mesi e ventitré giorni ; altri attribuirono la sua morte ad una flussione di petto. Egli era il più vecchio re di Europa, avendo regnato <|uasi venticinque anni sulle DueSicilic e più clic ventinove in lspa-gna. Carlo conservò sino alla fine la sua piena conoscenza colla fermezza, rassegnazione e pietà,di cui non avea cessato di ollrirc esempi per tutto il corso di sua vita. Racco-mandò al principe delle Asturie di sollevare il suo popolo, osservare e mantenere la religione, dare una buona educazione all'infante don Ferdinando, di amare le infante non clic il figlio di don Gabriele, c conservare l'unione e la pace tra la famiglia regia e i suoi sudditi. Rimase solo rincliiuso col conte u'Aranda per una mezz'ora, e occupò i suoi estremi momenti a dar consigli, far raccomandazioni a quanti lo circondavano. Egli istituì per suoi eredi speciali 1 infante don Antonio, il più giovine de’suoi figli, e l’infante don Pc-dro, figlio del fu don Gabriel. Lasciò alla principessa delle Asturie la scelta tra’suoi diamanti, disponendone'il resto a favore di sue figlie, la gran duchessa di Toscana c l’infanta Maria Giuseppa; legò al re di Napoli suo figlio un magnifico Toson d’oro contornato di brillanti, prescrivendogli rinunciasse alla successione paterna per aver ricevuto oltre la sua legittima. Il resto del suo testamento, ch'era lunghissimo, conteneva infiniti legati pii e benefiche disposizioni. Fu Carlo HI uno*dei migliori principi che mai abbiano regnato in Ispagna, c pochi sovrani cita la storia che s’abbiano avuto maggior diritto alla riconoscenza dei propri sudditi. Non si può riguardarlo quale monarca di genio supcriore; ma è impossibile non ammirare il suo carattere di beneficenza e di verità clic gli si leggeva in fisonomia, la franchezza e semplicità delle maniere, la sua scrupolosa probità anche nelle sue relazioni diplomatiche; l’esemplare regolarità dei costumi durante uno stato vedovile ai ventotto anni; la sua illuminata pietà, che,applicandosi alla morale, escludeva del pari il bigottismo e le idee filosofiche; finalmente dee farsi giustizia a quella bontà ferma, attiva c costante che formava per lui un principio, un dovere di rigenerar la nazione da lui retta, svegliarla dal suo letargo ed accrescere la sua prosperità. Inaccessibile al raggiro,, alla P.'. HI.* T.* 111.“ 17*