DEI RE DI SARDEGNA 481 Strasoldo, di’ erano incompleti c oltre ciò considerati come i due più cattivi.dfll’ armata austriaca. Vennero posti al sol* do del re, ma la poca utilità dei loro servigi consigliò a sopprimerli nel corso della guerra; e quello di Caprara venne prr giunta ignominiosamente cassato. La totalità delle truppe ausiliarie non ammontavano che a 7 0 8,000, uomini sotto il comando di tre generali, Strasoldo, Colli e Troverà. Sulla domanda fatta dal re di Sardegna di un generale austriaco per comandare in capo que’corpi stranieri e al tempo stesso anche le sue proprie truppe, gli fu dall’ imperatore inviato il barone di Vins,generate d'artiglieria, clic nelle ultime guerre di Ungheria contro i Turchi area dimostra*) mobo talento, trovandosi allora sotto gli ordini del fcld maresciallo Laudon. Quel generale giunse a Torino sulla fine di febbraio. Si pretese ch’egli avrebbe corrisposto ancor meglio alle vedute del re, se non si fosse trovato ristretto dalle istruzioni segrete della corte di Vienna, la quale non amava riportasse il suo alleato grandi vantaggi personali. Coll’avviso di quella corte, tanto preponderante, si fecero alcune leggiere riforme nell’armata piemontese, trovata però in buon stato da Vins, spe-cialmcnte quanto ai reggimenti provinciali. Si formarono Corpi franchi; e con tale accrescimento le forze militari del re ascesero a 4« o So.ooo uomini; lo clic pareva considerevole senza dubbio, ma non bastava per guernirc e difendere la lunga catena delle Alpi che sepa-lano il Piemonte dalla Francia,dal lago di Ginevra sino a Nizza.. Spcravasi per altro riportare qualche importante vantaggio col dividere l’armata austro-sarda soltanto in due corpi, collocati iu guisa di poter all’uopo soccorrersi l’un 1" altro e penetrare nella Provenza c nel Delfinato e nel Lioncsc; ma tutto facea credere sempre più che gli ordini del generale Vins l'obbligassero a 11011 proporre od eseguire veruna impresa che potesse aumentare la riputazione o la potenza del re di Sardegna. Egli approvò quindi la divisione di tutta quell’armata in più corpi, ciascuno di 12 a 14,000 combattenti. Si diede il più numeroso e il più forte al conte S. Andrea, ch’ebbe poi per collega con pari autorità il generai Colli. S. Andrea si portò verso Nizza, P/ III.* T.° IU.* 3i