DEI MOKI DI SPAGNA i soccorsi che riceverebbe dagli abitanti cristiani di «¡nella città per sottomettere parecchie altre piazze.di cui era essa la metropoli. Alfonso, animato da tali promesse e da sì brillanti speranze, partì alla testa di quattromila cavalieri (i), i quali giurarono vincere o morire per lui, si recò a Saragozza, nascose il suo disegno ai mussulmani, e progredì la sua marcia al finire di chaDan 5ig(fine di settembre). Troviamo di entrare in qualche particolare sovra tale spedizione, Earcndoci averne avuta poca contezza gli storici spagnuoli, astando essa a giustificare il sovrannome di Battagliere dato al monarca aragonese. Dopo aver più giorni combattuto inutilmente le truppe di Valenza e devastati i dintorni di quella città, si vide in istato per P arrivo di gran numero di Muha-liidini di progredire innanzi. Cotesti traditori gli servirono di guida e gli accennarono i luoghi da assalirsi o evitarsi. Non fu però fortunato davanti Djczirah-Xucar ? ove riportò considerevole perdita; nè più riuscì davanti Denia, lasciò a parte Schàtibah e Murcia, passò per Wad-al-Mansura, JBurkhana, Nahar-Taxila, e dopo otto giorni di marcia giunse alla metà circa di chawal davanti Baeca, credendo d’impadronirsene facilmente, perchè mancava di bastioni; ma gli abitanti si difesero coraggiosamente j uccisero molti e lo costrinsero ad allontanarsi. Dopo aver invano dati molti forti assalti alla fortezza di Badiaca, nei primi giorni di dzulkadah, egli comparve davanti la città ai Serietà o Sinda, e tese tranelli agli abitanti, ma non avendo potuto trarli in rete, non ardì di espugnare le loro muraglie; quando l’arrivo di novello rinforzo di Muhahidiui, che si recarono a lui in armi e cavalli, gli fornì il mezzo di impadronirsi di Goyana, ove si fermò un mese per prender riposo. Abu-Thaher-Temim governava allora P Andalusia in nome del re di Marocco di lui fratello, e teneva la sua corte in Granata. Reduce' d’Africa, ove avea coadjuvato quel monarca contra il -ribelle Mahdy, ne avea ricavato poss.enti soccorsi. Per quanto per altro "foss’ egli accertato delle colpevoli pratiche dei Cristiani d’Andalusia, e particolarmente di Granata,tenute col re di Aragona, temette, a cagione del ( i ) I mussulmani facendo consistere la principal forza della armata nella cavalleria, viene di rado tenuto conto dai loro storici del numero dei fanti.