DEI HE DI SPAGNA 303 Winthuyseni che avca organizzato ed avuta l’ispezione della scuola di pilotaggio nei tre dipartimenti marittimi, fu nominato capo squadra e continuò il comando in capo del corpo dei piloti. Dopo la caduta della monarchia in Francia e la prigionia dello sfortunato Luigi .XVI ncLTempio, i nemici, ed invidiosi del conte d’Aranda. e i ministri delle potenze in guerra contra la repubblica francete, vedendo il vivo interesse che prendeva Carlo IV nella sorte del capo della dinastia borbonica, davano opera a rovesciare un ministro cui accusavano di prevenzione e di attaccamento alla Francia e la cui inflessibile ruvidezza impediva alla Spagna di prender parte ncU'alleatiza. Finalmente con un decreto dato all’E-scuriale il i5 novembre il re,col pretesto dell'avanzata età del conte d'Aranda, lo dispensò dalle funziopi cui esercitava per interim della prima segretaria di stato e dei dispacci, conservandogli tutti gli onori ed il posto di decano del consiglio di stato, e nominò in sua vece nella carica di primo segretario di stato e dei dispacci il duca de la Alcudia (Go-doy) f" '’‘inservato nell’ impiego di maggiore delle guar- ii 35 novembre il ministro della marina don Antonio Valdez fu nominato capitano generale delle armate na- Con decreto 3o novembre il re sospese P esecuzione del breve apostolico' 14 marzo 1780, cui Carlo 111 avca ottenuto dal papa, per oggetto di convertire in fondazioni pie ed utili tuia parte delle rendite ecclesiastiche de’ suoi stati. Egli soppresse la carica di collettore generale e tutti gli altri impieghi relativi alla percezione del terzo delle rendite del clero j ridusse al decimo le rendite delle prebende e dei bc-neiizii, il diritto pel pubblico tesoro, e lasciò ai prelati e capitoli la cura di proporgli i miglioramenti ncccssarii al ben essere de’suoi sudditi ed al sollievo dei poveri. Con altro decreto i4 dcce/ubre Carlo IV, volendo impedire la rovina della bassa classe de’ suoi sudditi col distoglierli dal giocare alla regia lotteria stabilita dal suo predecessore, proibì si ricevessero in pagamento dei viglietti i maravedi-, fissò il minimo delle giocate a dieci reali (ir. 3: 5o) per estratto e per ambo, a centoventicinque reali (ir. 3t) pel die vali.