DEI MORI 1)1 SPAGNA 55 quanto all’enorme perdita provata dai mussulmani,c la loro franchezza in tale propòsito è un garante della loro veracità quando parlano dei loro vantaggi (i). Il conquisto di Ubeda fu pel momento il frutto principale di quella memorabile vittoria; il re di Castiglia la prese d’assalto, e fece spietatamente trucidare tutti iMussulmani,senza distinzione nè di età nò di sesso (2). Il presuntuoso monarca d’Africa crasi lusingato che veruna potenza trionfar potesse della sua invincibile armata. Sdegnalo per la sua sconfitta, egli non l’attribuì già. al valore dei cristiani ed all’incapacità del suo vezir,maalla viltà dei capitani andalusiani; e, persistendo nel suo errore ed ingiustizia, tostochè giunse in Siviglia, fece tagliar la testa ai principali e degradar gli altri. La quale impolitica vendetta terminò d’indisporre contra lui la nobiltà andalusiana, e allora la Spagna fu perduta pei suoi successori. Reduce in Marocco, fece riconoscere per erede del trono suo figlio Yusuf in età di dieci anni, abbandonò le redini del governo a quel giovine principe ed ai ministri, che abusarono del suo nome per soddisfare alle loro passioni c vendette; e, sia indolenza, sia viltà, egli seppellì nel suo palazzo l’onta e il dolore della disfatta di Al-Akab, s’immerse nei piaceri, nè r Cardonne,il quale è il solo che riferisca tale avvenimento all’ anno 607 ( 1 a 1 o), lo dhe è evidentemente erroneo. Pare dunque esservi stato allora un fastello nominato Al-Akab, che dominasse la pianura in cui segui la battaglia. Ma Hadji-Khalfah nelle sue Tavolette cronologiche dice che gli Arabi chiamarono quella fatale giornata IVakihat-ol-lkab (battaglia di punizione), ed è probabile sia rimasto tale denominazione alla pianura in cui ebbe Kiogo presso Tolosa nel regno di Iaen. (i)La costernazione in cui quella spaventevole disfatta immerse i Mussulmani sembra abbia fatto loro esagerare la perdita sofferta. Dice Dombay che la fanno ascendere a i,aoo,ooo uomini. Giusta Conde ed una nota di Cardonne, vi perì .presso che tutta l’armata. Gli autori cristiani valutano la perdita del nemico a 160,000 o i85,ooo 0 200,000 uomini tutto al più, e in ciò meritano molta credenza. Leone l’Africano non la fa ammontare che a 60,000 uomini; ma Rodrigo di Toledo vuole imporre allorché riduce a 2.5,000 quella dei cristiani; Garibay la valuta con maggiore verosimiglianza a 7.5,ooo. (a) Giusta gli autori spagnuoli,i vincitori non poterono riuscire ad impadronirsi d’Ubeda; essi si separarono, ritornarono ciascuno ne’propri sta-111 e la campagna fu terminata.