SS CRONOLOGIA STORICA ehie conferenze accordaronsi insieme negli articoli seguenti: il re di Granata e suo figlio rinunciassero ad ogni pretensione sul reame di ”Murcia: fosse cotesto stato sommesso alla corona di Castiglia,ma governato da re mussulmano,giusta le leggi e costumanze maomettane: non pagassero i sudditi altra imposta che 1’ ordinaria decima di tutti i lor beni, il cui terzo servisse pel mantenimento del lor re: che Alfonso non darebbe verun soccorso ai wali ribelli, ma questi avrebbero un anno di tregua per sottomettersi; scorso il qual termine,il re di Granata potesse allora assoggettarli colla forza: che quel principe invece di truppe ausiliarie, ch’era tenuto dare al re di Castiglia, gli pagherebbe annuo tributo; che non sarebbe obbligato d ora in avanti di recarsi se non alle cortes,che si tenessero virinole sue frontiere: che agevolerebbe l’assoggettamento di Murcia mercè un’amnistia generale, dalla quale non si eccettuerebbero che tre capi della rivolta,i quali sarebbero banditi. Questo trattato d’Alcala fu segnato l’anno 664 ( 1266) dai due monarchi, da Mohammed figlio, del re di Granata, e da parecchi signori delle due corti. In mezzo alle quali cose,i Mori sorpreso avendo un convoglio considerevole desitinato pel campo dei cristiani, il difetto di viveri eia malintelligenza che degenerava in sanguinose contese tra i Casigliani e gli Aragonesi gli costrinsero1 a levare l’assedio (1). Mohammed ed Alfonso allora partirono alla volta di Murcia. I wali di quella città e delle altre piazze del regno, a persuasione del primo, si assoggettarono al re di Castiglia, dichiarando non volere per feudatario verun altro principe cristiano. I due monarchi entrarono nella capitale, e gli a-bitanti riconobbèro per re Abu Abdallah Mohammed, fratello-dei celebre Motawakkel ben Hud, il quale fu dato loro da Alfonso, che molto pregiava la sua saggezza e moderazione, e mostrarono estrema gioia di avere un sovrano di lor religione, di regia stirpe, e distinto per le sue vir- fi) Tutte queste particolarità sembrano molto più autentiche e ve* tfosimili di quanto riferiscono in tale proposito gli scrittori spagntioli. I Benedettini, nella seconda parte dell’ Arte eli verificar le date} neppure citarono l’inlante don Emanuele tra’figli del re don Ferdinando, cui nominano solo nella cronologia dei re di Aragona, qual genero del re Iay-we I c infinte di Castiglia. senza ¿lire di chi ti fosse figlio.