346 CRONOLOGIA STORICA doversi occupare il porto c la piazza di Rosas, non clic il forte della Trinità, nominato dai Francesi Bottone di Busa. Egli investi Rosas il il novembre, s'impadronì il s8 del villaggio di Garriga e vi stabilì due batterie per fulminare la piazza. Una terza batteria che montò i giorni seguenti fu attaccata dagli Spagnuoli, che penetrarono nella trincea, scannarono le sentinelle, ma all1 istante di raggiungere le alture vennero respinti sino entro la piazza. Al principio ìli decembre don Giuseppe de Urrutia, uno dei luogotenenti generali che si erano più distinti dopo il principio della guerra, fu nominato governatore e capitano generale della Catalogna, presidente dell'udienza di quella provincia e comandante in capo dell' armata di quel nome. Egli crasi recato al suo posto verso la metà di quel mese. Il 3 don Domingo Jzquierdo si recò a prendere il comando di Rosas in qualità di governatore. Egli tentò due nuove sortite,ma senza effetto. Il 6 Perignon pose due nuove batterie sulle alture che dominano la città,e il 7 cominciò il bombardamento. Il 7 decembre i capitani Malaspina, Rustamantc e Ga-Irano, comandanti delle corvette la Decouvcrtc c l’Entrc-frenante e della goletta il Sttbtil, vennero presentati al re dal ministro della marina Valdes. La relazione del loro viaggio, unicamente intrapreso per contribuire ai progressi delle scienze naturali e della navigazione, doveva essere presentata al pubblico. Un dotto monaco.il padre Gil,occupavasi ■a rivedere i manoscritti del capo della spedizione e dispo-iicvali per la stampa, allorché esséndo più tardi incorsi entrambi nella disgrazia del monarca per essersi immischiati ili qualche intrigo di corte, vennero imprigionati,e l’opera non mai vide la pubblica luce (1). Un reai decreto del 10 decembre accrebbe di un quinto il prezzo del tabacco di ogni qualità, eccettuato il rapè, ed applicò l'eccesso del prodotto nel pagamento dei debiti dello Stato. Pegli stessi motivi il re, che il a5 giugno 1794 avea (1) Furono posti in liberti dna anni dopo; ma la relazione del riaR-»»o di Malaspina non comparir, né fu se non dopo 3o anni (ntl >825) che vi die mano per renderla di pubblica ragione.