CRONOLOGIA STORICA duca d’Aosta, clic nel 23 aprile 1789 verificò ¡1 progettato matrimonio, unendosi a Maria Teresa Giovanna Gioselia di Lorena, unica figlia dell’arciduca Ferdinando d'Austria, governatore di Milano e nipote quindi dell’ imperatore Giuseppe. Al pari della fondazione dell’ accademia reale delle scienze, resistenza pubblica e legale della società regia di agricoltura conta la stessa data i5 luglio 1783. Essa lu dotata di un podere per l’esperienze, e si formò il suo locale coi giardini dei padri delta Misericordia, detti della Crocidili, stati antecedentemente soppressi. Venne eletto ad unanimità per presidente di quest'accademia il conte di Saluzzo. Più antica clic non i due stabilimenti scientifici suindicati era l’accademia reale di pittura e di scoltura; fondata sia dal 1678 sotto la reggenza di Madama reale Malia Giovanna Battista di Nemours; ina da lunga pezza quest’ accademia era stata costretta ad abbandonare i suoi lavori, quand» venne ristaurata da Vittorio Amedeo HI nel '776. Nel 1789 un motivo differente da quello che peri'innanzi avea condotto il monarca piemontese ad intervenire qual mediatore nei discordi partiti di Ginevra, lo trascinò in una guerra con un’altra repubblica vicina, cioè quella di Genova. Trattavasi di giurisdizioiic^iolata dai Genovesi, e di asilo accordato a rei, anche a condannati. Il re avea dato ordine si occupassero alcuni distretti dipendenti dal territorio genovese, e dal cauto suo la repubblica apparec-chiavasi a respingere la forza colla forza. Era allora il governo di Francia più proolive a proteggere il senato genovese che non la corte di Toriuo; temendo soprattutto di veder truppe straniere avvicinarsi ai contini del Dclfinato, e ove la lotta traesse in lungo, somministrare agl' Inglesi un pretesto di dichiararsi a favore de' Piemontesi. La F rancia s’interpose dunque per conciliare le due potenze, che erano in procinto di passare a vie di fatto. Luigi X\ I incaricò il conte di Vergcnnes a persuadere il re di Sardegna di deporre le armi ed accettare le condizioni di un trattato le cui basi erano state regolate a Parigi. Killcttè Vittorio Amedeo che tentando coi Genovesi la fortuna delle