DEI MORI DI SPAGNA rono di attaccare il re di Granata e di non far seco lui nò pace nè tregua senza il consenso del lor nuovo signor feudatario. Aggradì Alfonso le loro offerta, lor promise la sua protezione , e gl’ invitò a cominciare la guerra contra Mo» hamroed. La qual diversione sconcertò i disegni di quest’ultimo, e diede i mezzi al re di Castiglia di riprendere i suoi vantaggi. Egli assediò Xerez, se ne impadronì per capitolazione l’anno 663 (i265), non altro accordando agli abitanti se non la vita e la libertà. Questi sciagurati,spógliati di ogni cosa,si dispersero per l’Andalusia; parecchi ritira-ronsi a Algeziras ed a Malaga, e il rimanente passò in Africa. Le città di Sidonia, Rota, Solucar (San Lucar),Nebri-sa ed Arcos provarono la stessa sorte, e la maggior parte dei cittadini cercò asilo negli stati del re di Granata, clic in tal guisa rimase compensato della perdita di alcuni ter-ritorii, acquistando numerosa popolazione. Questo principe con parte della sua cavalleria marciò contra il vali ribelle di Guadix e verso la frontiera di Iaen, e mandò il'resto delle sue truppe in soccorso di Murcia. A quell’ epoca Murcia era assalita ad un tempo e da Iayme re di Aragona, che si era già impadronito di alcune piazze della provincia,c dal re di Castiglia, che valer faceva le sue pretensioni sul suo antico conquisto. Convennero i due monarchi di dare il regno di Murcia all’infante don Emanuele, fratello d’Alfonso, e di sposarlo con Costanza, figlia del re di Aragona; ma Yolanda, regina di Castiglia, ingelosita di. sua sorella, che la superava in bellezza^ moli-nò d’impedirle di portar la corona di Murcia. Ella scrisse al re di Granata, e simulando forte desiderio di pace, Io pregò di proporre ad AH’onso un trattato che permettesse ad entrambi ai venir a capo dei loro disegni, cioè all'uno contra i ribelli di Murcia, ed all’ altro contra i wali eli’ eransi sottratti alla sua obbedienza, ma che sconcertasse specialmente i disegni del re di Aragona contra Murcia. Mohammed, giusta le intenzioni della regina, fece proposizioni al re di Castiglia, che le aggradì, e invitò il principe mussulmano ad una conferenza nel castello di Alcala ben Said (i). Riunitisi i due monarchi, dopo parec- (i) Senza dubbio a quel tenipo e per ragione di quel congresso fu dato a questa città il nome di Alcala la Reale.