1)1.1 ItE DI SPAGNA 3o3 di venticinque anni, senz'aver« uttenuto il consenso dei parenti. tutori o curatori, c anche dopo tale età senza il consenso soltanto del padre e della madre: prescrisse ai »acerdoti di non dare la benedizione nuziale se non dietro presentazione di tale documento. La stessa legge autorizza pure i tìgli a rigettar matrimoni! non amati dal lor cuore , ed altri incontrarne anche non approvati dai lor parenti,rivolgendosi, sie'no essi maggiori o minorenni, alla giustizia regia clic avrebbe decise quelle cause nel termine diti giorni, r che impedendo all' autorità paterna di trascorrere sino alla tirannia permetterebbe i matrimoni che non offendessero gravemente l’onore delle famiglie nò pregiudicassero lo stato. Il ai giugno una squadra partita da Cadice fece vela per Buenos-Ayres, per ritogliere ai Portoghesi il territorio da essi invaso nei dintorni della Piata. L’infante don Luigi, fratello di Carlo III, il quale do* tio oltre vent’anni erasi dimesso dall’arcivescovato di Tordo e dal cardinalato, ottenne dal re il permesso di sposare donna Maria Teresa di Vallabriga Bosas, figlia di un capitano di cavalleria aragonese, e discendente d’ Antonio d’Albret re di Navarra. Ma Carlo.che non av^a acconsentito a quel matrimonio se non per ¡scrupolo di coscienza^ pubblicò una prammatica registrata dal consiglio regio di Castiglia, statuente che i figli di don Luigi non porterebbero che il nome materno; eli’ ella non acquisterebbe verun grado, non sarebbe riconosciuta nè mai comparirebbe in corte: che' il principe non vi verrebbe se non solo e col permesso del re, nò potrà disporre se non de’suoi beni liberi in favore di sua moglie e de’suoi figli. Il matrimonio venne celebrato il s5 giugno a Yelada, villaggio presso Talavera de la Reyna. La sposa di don Luigi non prese che il titolo di contessa di Chinchon, Guadillac Villaviciosa, terre appartenenti al marito (i). (l) Questo principe, d’altronde stimabilissimo per le sue qualità personali" e il suo gusto "per la botanica, atea un naturale molto stravagante, né lo era meno nel suo monle. Abbandonando lo »tato ecclesiastico, atra preso in tale avversione tutto ciò che aera sembiante di collarino, che il suo sarte gli iacea dei vestiti il cui collare scendevagli sino a mezzo il paio.