DLI RE DI SARDEGNA l'ambizione delle potenze clic lo attorniavano. Ma nel 1781 Vittorio Amedeo 111 c suo figlio,divenuto quattordici anni dopo di lui successore, erano ben lungi dall'immaginare che in capo a diciassette anni dalla visita di l’aolo l’etro-witz a Torino, questo stesso principe fosse per inviare come czar delle Russie un formidabile esercito in i'icmonte. A quell'epoca il re di Sardegna occupavasi in aliare più di famiglia clic non dello stato. 11 suo secondogenito Vittorio Emmanuele duca di Aesta avea tocco l'anno suo vigesimoterzo; e di spera va.si divenisse madre la principessa di Piemonte. Madama Clotilde di Francia, ch'era di straordinaria pinguedine. D'altra parte non avea egualmente figli la duchessa di Chablais, figlia ad un tempo e cognata del re. Pareva dunque urgesse di maritare i fratelli cadetti per assicurare il principale crede della corona e dare un appa-naggio sufficiente a quello tra i principi che veniva immediatamente dopo l'erede principale. Ma pure dotando in tal guisa il duya d'Aosta, che trattavasi sposarlo con un'arciduchessa d'Austria, non si volea levare che*il meno possibile sulle rendite regie,che appena bastavano per la difesa c l'amministrazione del regno. Sorse quindi P idea di comprendere nell" appanaggio beni ecclesiastici ed ottenere dalla corte di Roma la secolarizzazione di alcune ricche abazie, clic non aveano giurisdizione vescovile. Colla speranza d'indurvi la S. Sede, le si rappresentò quanto fosse interessante di formare in tale occasione in Torino stabilimenti consacrati all' istruzione della gioventù e che favorissero i progressi dei lumi. Ma prima di tutto trattavasi di organizzare in quella capitale l'accademia delle scienze, il cui piano era stato concepito sino dal 1757 da Vittorio Amedeo III, quando era ancora semplice principe di Piemonte. Da queir epoca l'accademia avea esistito,ma soltanto come società privata, lo che per altro non le tolse di godere molta celebrità. Ne venne conceduto il regio diploma nel luglio i783,e in conseguenza delle pratiche intavolate col papa, la sua dotazione fu levata sulle rendite delle abazie secolarizzate; e ne fu nominato a presidente onorario il celebre Lagrangc. Due anni dopo la maggior parte di tali rendite ecclesiastiche concorsero a formare realmente l'appanaggio del %