5a CRONOLOGIA STORICA Quest’uomo esercitava una sciagurata influenza nelle rivoluzioni del Belgio^ egli ascondeva sotto la maschera del pubblico interesse la più viva ambizione: tanto più colpevole , che non si poteva dissimulare a se stesso a quale precipizio spingevano la sua patria i suoi principii 4emago- fici. Questo intrigante avvocato indirizzò una memoria agli tati, nella quale richiamava l’antico valore dei Brabantesi, le prerogative che loro davano la costituzione, il sopruso che gli editti imperiali voleano esercitare sopra la libertà loro, il delitto di cui eransi resi colpevoli coloro che avea-no occupati impieghi nei tribunali creati dal dispotismo, e la clamorosa vendetta che trarre doveasi contro questi uomini perfidi, traditori della patria. Questa memoria fu accolta con una specie di delirio, e produsse tutto l’effetto che il suo autore se ne era promesso. Le corporazioni di Bruxelles, d’Anversa e di Lova-nio, che rappresentavano il terzo stato, fecero veementi indirizzi ai due ordini, nei quali protestavano formalmente contro qualunque innovazione, siccome attentatoria al patto costituzionale. Gli Stati del Brabante si credettero allora in dovere di dichiarare al governo che, dietro il voto generale. la loro coscienza ed il loro giuramento, non potevano aderire ad alcuna proposta tendente alla prolungazione del-1' imposta, prima che la calma non fosse pienamente ristabilita. Essi pregavano le L. A. R. col loro dispaccio del 5 maggio di rivocare le misure incostituzionali, che non po-teano recare che il disordine e l’anarchia} insinuavano anco che nel caso in cui l’autorità del principe fosse insufficiente per rendere al popolo tutti i diritti che gli assicurava la gioiosa entrata, si vedrebbero costretti ad impiegare contro tutti quelli che attaccassero il patto inaugurale le legali misure, autorizzate da una costituzione, che lo stesso monarca avea giurato sull’evangelo di garantire da qualunque attentato. II governo, obbligato di’cedere a queste minaccie, volle transigere coi membri dell’opposizione: ma nelle rivoluzioni il transigere è confessarsi vinto. Gli Stati, resi arditi dal generale fermento e dalla moderazione del ministero, fecero ben presto nuove domande, la cui esagerazione toglieva ogni speranza di pacificamento. Le provincie dei Paesi-Bassi