37G cronologia storica Raglia,che dopo debole resistenza fu ricacciala sino al sobborgo, e, meno alcuni che si rinchiusero nelle loro abitazioni, il rimanente fu quasi tutto trucidato sulle strade. Trecento di quegl’infelici, presi vivi, vennero imposi a pali per ordine regio sulle sponde del Guadalquivir,e il giorno appresso fu conceduto il saccheggio delle case-per tre interi giorni, solo proibito lo stupro. Il re comando poscia di portar via i morti, fece grazia di vita agli abitanti scappati alla carnificina, ma li bandì in perpetuo da Cordova; e così il furore sconsigliato e l’eccessivo rigore di Al-IIakem privarono quella capitale di una considerevolissima ed utilissima parte della sua popolazione. Quindicimila individui e-migrarono in Africa .c poi in Egitto sotto la condotta di Omar ben Schoaib, che conquistò l’isola di Creta e la trasmise a’ suoi posteri. Ottomila famiglie passarono a popolare un quartiere della città di Fez, fondata da Edris ben Edris nel Magreb. Il resto si rifugiò parte a Toledo e parte nei villaggi dei dintorni. Finalmente l’implacabile Al-Ilakem, volendo eternare la sua vendetta contra l’infelice sobborgo, ordinò fosse adeguato al suolo, che il terreno fosse posto ad aratro, proibendo a suo figlio e' successori di farvi erigere qualunque menomo fabbricato. Negli anni ao3 204 (818 e 819) Abdel-rahman,ch’era allora il solo ministro e il solo generale di suo padre, fece la guerra ai Cristiani di Galizia, riportando sovr’essùparec-chi vantaggi. Si recò poscia alla frontiera dei Pirenei ad arrestare le scorrerie dei Francesi, e l’anno dopo ritornò a Cordova , ma nel passare a Tarragona uscir fece dal porto una flotta, che attaccò la Sardegna, vinse i Cristiani sulle spiaggie di quell’isola, prese loro otto legni ed arse i rimanenti. Dopo l’ultima ribellione, Al-IIakem fu colto da nera malinconia e consumato da febbre divoratrice. L^sua immaginazione atterrita gli rappresentava l’orrenda strage da lui ordinata: vedeva soldati che battevansi, sentiva le loro grida e i gemiti- dei moribondi. Nella solitudine raddoppiavano i suoi accessi e si facevano più frequenti. La notte chiamava del continuo i suoi schiavi, e se non comparivano all’ istante, montava in furore e li maltrattava. A qualunque ora di giorno e di notte mandava ad invitare i cadì ed i ve-