DEI MOKI DI SPAGNA (i?.o a i3o milioni di franchi),senza contare il prodotto dol-l’azak (decima) che pagavasi in natura. Per conto soviano o di privati scavavansi molte miniere d’oro, argento e di diversi altri metalli, e taluna anche di pietre preziose; pe-scavansi perle sulle spiaggic di Tarragona e coralli su quelle dell’Andalusia. Pareggiavano di fama con quelle di Damasco le manifatture d’armi di Cordova e Toledo, e numerose (lotte recavano le produzioni della Spagna in tutti i porti dcll’Oriente, del greco impero c di parecchi stati d’Europa. Sotto un principe pacifico non progredirono meno l’agricoltura e il commercio. Nelle pianure di Granada, Murcia, Valenza e Aragona si scavarono canali e laghi artificiali; si fecero ogni specie di piantagioni, secondo il clima ed. il suolo di ogni provincia. Finalmente, a detta degli autori arabi,si cangiarono sotto quel buon re le lancio e le spade in zapponi ed in vomeri d’aratro, e gl’inquieti e bellicosi Mori divennero pacifici lavoratori. I capitani più illustri non tenevano a vile di coltivare essi stessi i loro giardini, e la primavera e l’autunno rimanevano deserte le città. Parecchi Mussulmani,ripigliando l’antica e naturale inclinazione dei loro antenati, si davano alla vita pastorale e nomada, per procurar alle lor greggi abbondanti e continui pascoli. Egualmente fiorirono sotto il califfato di Al-IIakem le arti, le lettere, le scienze e la giustizia. Egli ornò la Spagna di gran numero di utili monumenti; ristaurò ponti, acquidot-ti, moschee ed 'alberghi ; costruì fontane nelle città e sulle strade; istituì collegi e pubbliche biblioteche in parecchiccit-tà. Nessun principe della sua stirpe lo eguagliò nella pietà, umanitàcaestensioncde suoi lumi,nè giammai furono in maggior onore le lettere, nè verun altro monarca vide alla sua corte affluire i dotti, nè più efficacemente li protesse. Al-IIakem li occupava nello scrivere la storia naturale,civile, politica e', letteraria della Spagna e dell’Africa in tutte le particolarità} dava loro abitazioni, li alloggiava anche nel suo palazzo, c per rendere più perfette le loro opere, incaricava i governatori di provincia e i principali magistrati delle città di andare in traccia e spedirgli le piùautcntichc memorie sull’origiiie c genealogia delle tribù e famiglie e sui monumenti antichi. Giusto apprczzatorc dei talenti e del merito, coltivò per tutta la sua vita in distinsissimo grado la poesia, e furono consti-