CRONOLOGIA STORICA lunati quando perdettero di vista le torri dei loro palazzi e videro sparire qual sogno la loro passata grandezza. You-souf,che li aspettava a Ceuta, non degnò di vederli, c senza riguardo per la Sciagura yò cr la regia maestà, li mandò prigionieri ad Aghmat. Un Arabo clic incontrò per via Motamed, gli presentò dei versi sulla sua non meritata disgrazia; e bench’essi fossero medioèri, quel principe regalò al poeUi 36 monete d’oro che gli rimanevano, nulla avendo di più a sua disposizione. Rinchiuso entro una torre, vi passò quattr’anni in estrema povertà, servito dalle proprie sue figlie, la cui vista gli accresceva il rammarico invece che alleggerirlo. Tanta era la miseria di quelle principesse, che per vivere erano ridotte a filare, e mancavano persino di calzatura; ma sotto i cenci clic le coprivano brillava ancora la loro nascila c la loro beltà. Motamed, testimonio del loro mutuo dolore, compose sulle sue sciagure un’ elegia piena di sensibilità ; poiché la poesia, che avea formato le sue delizie nei giorni della sua prosperità, fu l’unico suo conforto nella disgrazia. Le sue romanze erano così commoventi, che si resero popolari. Morì nella sua prigione in labi i.° 488" (marzo 109')) in "età di 56 anni, dopo averne regnato 23. Motamed avrebbe posseduto tutte le qualità che rendono ammirabili gli eroi e cari i buoni re, se avesse in tutte le sue azioni preso per regola la buona fede; ma l’ambizione e la obbliqua politica che avea ereditato da’ suoi maggiori lo trassero alla sua perdita. In lui si estinse la dinastia degli Abadidi, che, dopo esser durata oltre-70 anni, fini con catastrofe simile a quella con cui suo padre ed egli stesso aveano reso vittima l’ultimo re di Cordova, Moham-med ben Djahwar. I figli di Motamed terminarono i loro giorni nell’indigenza e nell’oscurità in Africa. REGNO DI A L M E RI A. I.° KHAIRAN AL-SECLABY. Khairan,di nascita Dalmato 0 Schiavone,può considerarsi come il primo emiro indipendente d’Almeria, benché non avesse preso il titolo di re. Addetto alla famiglia tiegli Anici idi, da cui riconosceva la sua fortuna e il governo d’Al-