CRONOLOGIA STORICA • » Ma siccome Federico-Guglielmo, aggiunge egli, era stato il capo della confederazione, siccome erasi mostrato il più ardente di tutti i principi per intraprender la guerra, e il più lontano dall’ascoltare i ministri pacifici che volevano si evitasse, così tale versatilità e defezione gli attirarono giusti rimproveri per parte di tutti gli alleati, cui avea secondati nei tempi di prosperità, e cui abbandonava nel momento in cui la fortuna si mostrava loro contraria. Svedesi, Russi, Polacchi, Turchi, Brabanzoni, Austriaci, Olandesi, Inglesi c Francesi,tutti 1aveano veduto in giro sostenerli, combatterli, animarli ed abbandonarli; e questa condotta gli tolse ogni considerazione, lo fece universalmente riguardare come il monarca più debole, l’alleato meno utile, 1 appoggio più ingannevole, ed il nemico meno a temersi. » Ciò che egualmente sorprende, tanto riguardo al governo repubblicano, quanto al gabinetto di Prussia, fu che quel trattato di pace nulla diceva sulla sorte di La-Fayette e de’suoi compagni di sventura, i quali, avendo nel 1792 abbandonato la Francia, erano stati arrestati dagli Austriaci, e consegnati ai Prussiani, che li trassero quali rei da carcere in carcere, li confinarono nelle prigioni umide e malsane di Magdeburgo, senza veruna speranza di uscirne. La qual barbara condotta della Prussia eccitò in Francia tanta indignazione, che uno dei realisti più caldi e distinti, il sig.1 di Lally-Tolendal, credette dover fare delle rappresentale a Fcderico-Guglielmo per indurlo a rimettere in libertà La-Fayette. Scrive Lally-Tolendal aire di Prussia (1): » Gli era offerto nella repubblica il primo posto, e lo ha ricusato, e non avendo potuto nè difendere nè vendicare il re, si è perduto egli stesso. Io non sono sospetto, giacché per due anni interi interruppi qualunque corrispondenza con quegli pel quale oggi intercedo____Egli ha mal inteso la libertare non ha sentito ben prontamente quanto una grande nazione, per esser libera,abbisognasse di un re potente; ma quanti altri non vollero nè libertà nè realismo, e detestarono la Fayette, che, senza combinar l’una con l’altra, pur le voleva entrambe!« (1) Memoria di Lally-Tolendal al re di Prussia per reclamare la li-uerasione de La-Fayette. Parigi 1 -<)5 in 8".