DEI MORI DI SPAGNA 43J 1’ obbedienza de.l califfo d’ Egitto. Al-Mansour, per punire la sua incostanza e perfidia, gli suscitò un formidabile nemico nella persona di Zeiri ben Atliia, cheikho dei Zeneti, cui autorizzo ad impadronirsi di tutti gli stati di quel ribelle (i). Il hadjeb manomise le frontiere di Leone e Castiglia Tanno 377 (987), arse e distrusse Osma e Alcoba, e ritornò ■ per Atincia, rovinandone le mura. L’anno 378 (988) marciò verso la Catalogna, vinse i Francesi eli’erano discesi in gran numero dai loro monti, e pose quella frontiera al coperto dai loro attacchi (a). L’anno dopo si scagliò sopra il regno di Leone, prese Coliinria, e distrusse le mura di Compostella. Al principio dell’anno 38i (991) videsi giungere ili Cordova rari e preziosi presenti inviati da Zeiri benAthia, che avea trionfato di Abou ’l Behar e lo avea scacciato dà suoi stati consistevano essi in So grandi cammelli, 100 cavalli da razza, parecchi carichi d’armi di ogni spezie, stoffe di lana, giraffe ed altri animali ed uccelli esclusivi d’A-frica e mille cariche di frutta. Al-Mansour, allettato da quei regali, cedette a Zeiri,la sovranità dell’Africa e delMagreb, senz’ altra condizione che di tenerli in omaggio del califfo di Spagna; ma Zeiri,avendo prese alcune misure per consolidare il suo potere a Fez e in tutto il Magreb, diede ombra ad Al-Mansour, che gli scrisse di recarsi a Cordova, di cui il califfo volea affidargli il governo. Zeiri approdò in Andalusia e si portò alla corte, ove presentò ad Hescham uccelli parlanti l’arabo e il berbero, non che altre rarità del- 1 Africa. Venne colmato di onori e di distinzioni, e datogli il titolo di wali-al-Kebir (il gran viceré). Peraltro, a malgrado i contrassegni reciproci di benevolenza cui davansi Al- (1) Cotesto Zeiri fondò a Fez e nel Magreb una dinasti^di cui non fa neppur parola Cardonne nella sua Storia dell' Africa t della Spagna, e cui non vuoisi confondere con un’ altra dinastia dei Zeiridi 0 Sanhadjidi, che nel tempo stesso regnava a Mahdiah, Tunisi, Tripoli, B«djiah ec., e un cui ramo regnò anche in Granata. (a) In quest’ anno Barcellona venne ritolta dal conte Borei, mediante i soccorsi ricevuti dal re di Francia Luigi V. ingiustamente cognominato l’Infingardo dagli adulatori di Ugo Capeto. Nulla di late avvenimento è detto dagli Arabi. P. III.1 T. II. 28