D’ ALEMAGNA 97 guarnigioni. Chiese inoltre clic gli Olandesi repristinasse- 10 i limiti stati tracciati da una convenzione colla Spagna nel 1664. Questi si affrettarono di reclamare. In tale frattempo Giuseppe II ricevette a Vienna nel marzo 1782 la visita di papa Pio VI, recatosi a tentare se potesse colle fiersuasive porre un limite alle riforme dell’imperatore nel-e materie ecclesiastiche. Così inusitato procedere del capo della chiesa cattolica fece in Europa una profonda impressione, e presagiva importanti risultamenti. Pio VI, ospitato negli appartamenti di Maria Teresa e festeggiato dalla corte , non potè aver comunicazione col clero, nè ottenne veruna moderazione nelle riforme, che continuarono come per lo innanzi, e in capo ad un mese ritornò Pio VI in Italia senza aver potuto arrestare veruna delle misure che si opponevano alle sue vedute. Continuò la sua corrispondenza in tale argomento coll’ imperatore, non che i suoi reclami particolarmente intorno l’istituzione canonica dei vescovi dell’alta Italia. Per le quali rimostranze impazientito Giuseppe, finalmente rispose eh’ egli non eseguiva altrimenti di (juanto prescriveagli il suo dovere di sovrano, limitandosi però a far dire verbalmente al pontefice, non poter egli accogliere certo breve, che gli sembrava esteso da qualche malevolo ; nonostante si determinò a fare un passo conciliatorio, e con una circolare indiritta ai principali funzionari annunciò l’imperiosa necessità in cui era di partire per Roma: vi si recò difatti sul finire del 1783, c il giorno stesso del suo arrivo ebbe un abboccamento col cavaliere Azara ministro per la Spagna, cui comunicò lo scopo del suo viaggio, conoscendolo per uomo di eccellente criterio e sciolto da pregiudizii. Gli rappresentò Azara gli ostacoli che incontrerebbe dalla parte del clero e della nazione, gli imbarazzi da cui si troverebbe attorniato per cagione delle lagnanze che non varrebbero tante pene e sagrifizii, e che impedirebbero in seguito di condurre a termine cose più utili. Al ministro di Spagna si associò il cardinale de Bernis per persuadere l’imperatore a cambiar d’avviso; c pare che le rappresentanze fatte da quei due ministri lo abbiano smosso dalle sue risoluzioni: almeno che sia non si fece più parola di aperta rottura. Giuseppe, nel suo soggiorno a Roma, parve prendere particolar cura di gratifì-P.r III.1 T. II. 7