DLl MOKI DI SPAGNA sua letargia,e andò alla corte del re di Siviglia per sollecitare più possenti rinforzi. Vi fu accolto cogli onori più distinti dallo scaltrito Motadhcd,chc lo trattenne scco gran tempo per mostrargli il suo arsenale e tesori; lo divertì con festini, gli fece belle offerte di servigi, finalmente il congedò con un distaccamento di 200 cavalieri, promettendogli di fare incessantemente i maggiori sforzi in suo favore. Abdel-melek,non avendo potuto penetrare in Cordova,cui il redi Toledo tenea bloccata, passò a Zahra per attendere i soccorsi promessi dal re di Siviglia. I Cordovani, abbattuti dall’improvviso colpo, vedeano per colmo di dolore di giorno in giorno deteriorare la salute del loro sovrano. Alcuni prodi riuscirono a traversare il campo nemico, e recarono pressanti lettere al principe Abdcl-mclek ed al re di Siviglia, unica speranza degli assediati. Quel monarca stimò già giunto il momento ai mandare ad effetto i suoi ambiziosi disegni, e diede numerose e scerete istruzioni a suo figlio Mobammcd ed al suo generale Abou-bekr Mobammed ben Omar (1). Tosto all’ indomane del loro arrivo davanti Cordova, dopo alcune sanguinose scaramuccio, avvenne generale e micidiale azione, in cui l’esercito del re di Toledo e di Valenza, posto allo sbaraglio, venne inseguito dai principi di Siviglia e di Cordova; una parte della guain nigione di quest’ ultima città avea già contribuito alla vittoria, ed uscì pure il rimanente per aver parte nel bottino. Allora 1’ astuto Ben Omar terminò di eseguire gli ordini del suo padrone, entrando in Cordova colla maggior parte delle sue truppe, impadronendosi dei porti, dei forti, del palazzo, e facendo pneione lo sfortunato Mohammed, che, vedendo la sua capitale e se stesso in potere del suo perfido alleato, morì alcuni giorni dopo di disperazione. Suo figlio Abdcl-mclek,che ritornava dall’avere inseguito i vinti, trovò chiuse le porte della città, c mentre indignato del tradimento de’ suoi ausiliarii esitava nel suo furore a quale fiartito avesse ad appigliarsi, venne circondato dalla caval-eria del principe ai Siviglia e intimato di arrendersi con tutti i suoi. Lo che da lui ricusato,e postosi in difesa, fa-> (1) Conile chiama ora Omar ed ora Ben-Omar questo generale, cui vedremo sostenere una parte importante nella storia di Siviglia. IV III* T. II. 3o