54 CRONOLOGIA STORICA demolite ; essi stessi venivano assaliti, perseguitati, mutilati, c soggetti a tutti gli oltraggi. Namur, Brusselles, Anversa erano state il teatro di scene le più sanguinose. Aveasi inalberata la coccarda nazionale, c serviva essa di punto d’u-nionc. Da per tutto cransi formate compagnie di volontarii clic si mostravano in uniforme ed in armi per ingrossare e sostenere la folla dei malcontenti. L’insurrezione scoppiava da ogni parte. Da per tutto torbidi, sollevazioni ed atti contro il potere annunziavano una insubordinazione pronta a rovesciare il governo. In sì strema situazione, gli Stati del Brabante e del-l’Hainaut non avevano a lodarsi del risultato della loro condotta. Essi doveano tutto temere dal risentimento del-l’imperatore o dall’ effervescenza d’un popolaccio che più non conosceva alcun freno: essi d’altra parte temevano, e con ragione, che S. M. non fosse di parere affatto contrario a quello de’ suoi governatori generali nei Paesi-Bassij e ch’ella non ordinasse indilatamente l’esecuzione dei suoi diplomi e de’ suoi editti in tutta 1’ estensione delle sue provincie. In effetto il principe di Kaunitz, con dispaccio del 29 giugno, informò il governo che il sovrano ordinava tutti gli Stati del Belgio mandassero indilatamente a Vienna deputati scelti nei tre ordini. Là questi inviati dovevano inalzare ai piedi del trono i loro reclami, discutervi le prerogative c diritti loro, e ricevervi direttamente gli ordini del loro monarca. L’imperatore voleva anco che le L. A. R. precèdessero questi deputati, e che il ministro plenipotenziario ve le accompagnasse. S. IVI., con diploma del 5 luglio, confidò il governo delle provincie belgie al conte di Mu-ray, durante l’assenza delle L. A. R., e provò con tale nomina come voleva essere obbedita. Sì inattese misure dovevano gettare la più viva inquietudine negli animi; lo stupore s’impadronì delle provincie; ricorsero esse a rappresentazioni che furono vane; fecero osservare al governo, che la partenza dei principi poteva cagionare i maggiori torbidi; che l’assenza loro poteva incoraggiare i popoli alla ribellione. Tutto fu inutile. L’imperatore, stanco di tante resistenze, parlò da padrone: bisognò cedere. Gli Stati convocarono un’assemblea generale