DEI MORI DI SPAGNA 4°3 minacciò detronizzare il re Alfonso il Grande c farlo perire, se ricusava prestargli omaggio e abbracciar l’islamismo. Gli Austriaci gli vennero incontro, e lor diedero presso Zamora una battaglia che perdurò quattro giorni, 1 anno 288 (981). L’armatá diAbou 1 Cacem fu tagliata a pezzi, e quei presuntuoso morì coll’armi in mano, e il wali ai Tortosa fu ucciso fuggendo. J Cristiani recisero molte teste, clic esposero alle porte e sui merli di Zamora. La quale sconfitta produsse viva sensazione in Spagna. I fanatici suscitavano i Mussulmani a riunirsi per vendicare il sangue dei loro fratelli; ma Abdallah, lungi di seguire il consiglio datogli di pacificarsi con Kaleb ben Hafsouu c dichiarare mortai guerra ai Cristiani, inviò l’anno 289 (902) Obeid-allah al-Gamri, wali di Lisbona, alla corte di Alfonso per giustificarsi di quelle ostilità, non potute da lui impedire, e per chiedere la conservazione della buona intelligenza e dei trattati. Riuscì l’ambasciatore nella sua missione,e dispose il re delle Asturie a continuar la guerra contra i banditi che devastavano le sue frontiere. Queste negoziazioni screditarono il re di Cordova nello spirito dei devoti, e ispirarono in alcune città agli imani ed ai Khatibi l’audacia di sopprimere nel Khothbah il nome di quel monarca. Suo fratello Cacem, cui avea perdonato la ribellione e conferito il governo di Siviglia, proibì di pagare la decima ad un principe miscredente che la impiegava contro i Mussulmani. Oso pure sostituire al nome di suo fratello quello di Motadhcd Billah, calillo abassida d’Oriente. Cacem fu arrestato^ pagò la pena della sua ingratitudine e del suo tradimento; essendo stato avvelenato in prigione Panno 290 (903). e puniti coll’esilio parecchi imani e fakihi. Le quali circortanze favorirono singolarmente i progressi del celebre BcnHafsoun; mentre i suoi capitani sostenevano la guerra contra le regie truppe, egli estese le sue ramificazioni in tutte le provincie, e spinse la temerità sino ad entrare secretamente nella capitale l’anno 293 (go5-6), donde un singolare accidente lo costrinse ad uscire. Nel numero dei sediziosi che calunniavano il governo eravi il cheikh Solimán , quell’antico cadì di Mcrida che,colmato dal re di beneficenze, avea composto una satira in cui lo accennava sotto l’ingiurioso soprannome di Al-Himar (l’asino); venne