DLl MORI DI SPAGNA 4Ì7 i giardini e i palazzi di Zahra, darsi ai piaceli ed alla mollezza : accontando poca attenzione aH'amministi azione delle provincie ed allo stato delle frontiere, ove i wali e gli alcaidi la facevano da sovrani assoluti, si movean guerra l’un l’altro,e a lor talento disponevano delle rendite c dei prodotti dei loro governi. In tal modo il pubblico tesoro tro-vavasi vuoto, a malgrado che il re nulla prendesse per le private sue spese; ma le sue prodigalità diedero fondo alla cassa destinata alle ricompense e gratificazioni, appena bastando le sue immense ricchezze per sostenere la maestà del trono; e quantunque inaudite fossero l’esazioni dei rascossori, il prodotto dei dazii non pareggiava ’ spese del riscuoterli, perchè nulla fruttavano le provincie. Beu conosceva Moham-med le ingiuste vessazioni de’suoi agenti, ma era costretto dalla necessità a tollerarle ; e quantunque egli fosse per natura generoso c liberale, veniva tacciato di avaro e dal popolo che pagava e dalle truppe che non conseguivano i loro soldi. Ad esempio di alcuni ambiziosi che, grazie alle rivoluzioni, di poveri ed oscuri eransi fatti potenti e temuti, il popolo perdendo l’abitudine dell’ obbedienza diveniva riottoso ed avido di turbolenze per potersi dare in preda impunemente al saccheggio ed alle sue personali vendette;e Mohammed, inscio dell infelice stalo de’ suoi sudditi, o mancando di fermezza per rimediarvi, passava il suo tempo in seno alle delizie, o ncll’ascoltare poesie e canzoni; le lettere pur serbandosi in fiore in mezzo alle civili discordie. Le cose per altro giunsero a tale, clic queglino stessi che lo aveano portato ai trono erano impazienti di farnelo scendere, a tal che per sottrarsi dalla plebe di Cordova crasi ritirato a Zahra, ove per altro non trovossi niente più in sicurezza; giacché attruppatisi i sediziosi,assediarono le abitazioni dei veziri c dei cadì, chiesero con alte grida la deposizione degli uni, la morte degli altri, e domandarono per sino la testa del califfo c quelle dei suoi hadjebi. Mohammed, avvertito del pericolo che lo minacciava, fuggì nottetempo dal palazzo di Zahra in un alla sua famiglia, seguito da piccola scorta, la maggior parte della quale lo abbandonò per via. Giunto a Ucles, venne tosto accolto e protetto dall’alcaide Abdcl-rahinan, i cui antenati aveano da più generazioni governato quella fortezza; ma poco dopo gli fece quel comandante ap-IV III.1 T. II. 20 *