a CRONOLOGIA STORICA conciliazione tra i due partiti, che fatalmente fu di breve durata. Il direttorio si compiaceva di vedere in Ginevra due partiti, e sperava che i loro timori reciproci ed il male che si farebbero estirperebbero dai loro cuori l’amor della patria cosi pronunciato nei Ginevrini. Esso si diede a far sentir loro il peso della dipendenza esterna con difficoltà di ogni specie, con angarie sul commercio, sull’ importazione delle aerrale e dei commestibili; c finalmente allorché non più nascose la congiura ch’egli avea formato contro il riposo e la felicità degli Svizzeri, fu ben secondato dai suoi agenti diplomatici. Merita però dirsi che Desportes si diportò in quella carriera e in quel sistema di oppressione più dolcemente degli altri, e Ginevra talvolta rispose alle domande che gli faceva quel rappresentante francese con tale fermezza che lo riduceva al silenzio, poiché egli avea ancora del pudore in politica. Nel 1797, nel momento *n cu* si lusingava quella città di una sorte più dolce, ordini severi giunsero da Parigi, clic moltiplicarono le difficoltà. Fin d’ allora le misure vessatorie furono eseguite o sorvegliate con un’attività senza pari. L’agente francese volle ed ottenne per la sua persona delle distinzioni che annunciavano quasi un padrone ed un legislatore alla sfortunata repubblica, alleata della Francia, e fu forza sottomettersi di veder l’armata d’Italia che marciava verso le frontiere della Svizzera traversare il territorio di Ginevra senza deporre le armi. Ben presto si sparse un terrore silenzioso , quando si videro scene terribili di cui divenne teatro tutto il paese vicino. Il direttorio di Francia,intieramente libero di disporre delle sue armate dopo il trattato conchiuso a Campo Formio il 17 ottobre 1797, il qual trattato sembrava presagire la fine della guerra, tendeva sempre più al disegno di porre Ginevra sotto il suo dominio. La quale ingiustizia dell’autorità regolatrice della Francia era tanto più rivoltante, quan-tochè metteva i direttori in opposizione con tutti i princi-pii clic professavano pubblicamente. Invano sperando di evitare i rimproveri dell Europa spettatrice, volevano apparire di non aver fatto che cedere al voto di un popolo amico, mentre gl'inponevano un giogo che questo popolo ricusava