DI GINEVRA 29S ritornassero ai lor focolari, abbandonò il disegnato assedio avanti il primo dicembre,e prese un’altra via per giungere al suo scopo. Invece del generale Montesquiou, che ben tosto si disconobbe, si sacrificò e contro cui lanciossi anche un decreto di arresto, ma che coll’aiuto di alcuni magistrati finevrini ebbe la fortuna di sottrarsi ai carnefici, esso man-ò a Ginevra una folla di emissarii c di pertubatori per formarvi un partito più docile ai proprii voleri. In un rapporto del 2a novembre 1792 relativamente all’accordo definitivo segnato daMontesquiou,e che non venne ratificato dalla convenzione, diceva Brissot:» Ginevra non otterrà altro trattato fuorché la comunicazione dei principii francesi». Du-bois de Graneé, delegato qualche tempo prima presso quel generale per ¡spiarlo e perderlo j erasi così espresso : » A che tanti complimenti? io a colpi di bomba precipiterò Ginevra nel suo lago, ed inviterò gli Svizzeri che vengano a ripescarla ». Frattanto lo spirito rivoluzionario s’introduceva di giorno in giorno vieppiù in quel malaugurato paese, cd il 5 dicembre il partito francese, cioè quello che aspirava all’eguaglianza assoluta dei diritti, prese le armi. A questi agenti rivoluzionarii consegnò il consiglio i varii posti della città; essi piantarono alberi di libertà coronati di berretti rossi, da quel momento esercitarono senza inciampo il loro im- Ìiero sui pubblici affari. I principii di quell'uguaglianza poetica, da essi reclamata in consiglio generale, vennero adottati quali esistevano presso il gran popolo vicino. Il 22 e 26 dicembre essi si armarono di nuovo, e richiesero la destituzione del piccolo consiglio, che nel 27 tenne la sua ultima adunanza, e vollero pure cd ottennero il rinvio della guarnigione. I magistrati essi stessi bandirono l'ammissione di tutti i Ginevrini indistintamente c gratuitamente nell’assemblea nazionale, che fu divisa in comitati, come pratica vasi in Francia ; ma con gran sorpresa degli uomini che aveano creato il partito da noi qui accennato, il partito stesso difese ancora con ferraez. 1 1 indipendenza della patria. Del resto, il governo divenne assolutamente democratico, ed ogni tranquillità del paese scomparve. Il 9 giugno 1793 si adottò la dichiarazione dei diritti e doveri dell’uomo sociale, consacrata dalla nazione ginevri-