DEI MORI DI SPAGNA di trasmettere al califl'o tali felici nuove in un coll’orribile trofeo che ne dava testimonianza (i); ma quel governatore, geloso della gloria di Tarik,invece di celebrarne le gesta, ne attribuì a se stesso tutto il merito, vietò al suo luogotenente di passar oltre, ordinandogli di aspettare rinforzi, senza i quali non gli era possibile di continuare e consolidare la sua impresa. Tarik percorreva l’ Andalusia spargendovi il terrore, allorché ricevette i dispacci di Mousa, e senza far mostra di averne indovinato il motivo li partecipò ai suoi capitani. che manifestarono il loro malcontento per un pr-dine così intempestivo che arrestava il corso dei loro trionfi. Il conte Giuliano (ed è questa la prima volta che viene dagli scrittori arabi nominato) insistette sulla necessità d’inseguire i Goti dispersi, prima che potessero rannodarsi e ripigliar coraggio, nonché d’impadronirsi senza ritardo delle città principali, e prima di tutto della capitale. Adottato unanimemente tale consiglio, Tarik formò tre corpi della sua armata, distribuì loro bandiere, ingiungendo di rispettare gli abitanti pacifici ed inermi, di non dar quartiere a quelli che volessero difendersi, e contentarsi del bottino tolto colla spada alla mano. La prima colonna, comandata da Zaid ben Kcsadi, dopo aver vinto gli avanzi dell’ armata dei Visigoti davanti fccija, e ricevuto il tributo e gli ostaggi di quella città, si reco ad assoggettare Malaga, Elbira , e ad unirsi con Tarik,che alla testa del corpo di riserva dirigevasi sovra Jaen c sovra Toledo. (i) Questo fallo, riferito colle stesse particolarità a un dipresso in più di 'ino degli autori arabi, spiega la scomparsa del re dei Visigoti, e prova I assurdità della pretesa sua ritirata in un monastero, o grotla od eremo. Quanto poi alla scoperta della sua tomba a Viseo nel Portogallo aoo anni dopo, essa non e inverisimile , nè contraddice per nulla al racconto da noi ammesso ; imperocché e possibile che il corpo di Rodrigo troncato della testa, ma riconoscibile pei distintivi della sua dignità, sia stato trasportato dal campo di battaglia, t seppellito a Viseo da qualche servo fedele, senza che debba inferirsi esser in quella città morto il re. Con poche indagini e riflessioni si potrebbe giungere a purgare la storia d’ infinite favole e puerilità simili. Zeppi di errori , d’ inverosimiglianze e di contraddizioni si è l'articolo dell'ultimo re dei Visigoti, steso dai Henedettini nel tomo 3." della ¿oro edizione in fol. dell’ Arte di verificare le Date ; e ciò fa che ci ha determinati a dare una maggiore estensione al racconto della conquista della Spagna fatta dagli Arabi. P/ III." T. II. 20*