I)E1 MORI DI SPAGNA sita e i suoi successi giustificava i favori ch’egli stesso gli avea provocato; inseguiva senza tregua i ribelli, nè dava alcun quartiere a coloro che cadevano nelle sue mani. Nel tempo stesso morì combattendo (certo contra i Francesi stabiliti in Catalogna) Niam A1-Khalaf, che comandava sulla frontiera della Spagna orientale, egualmente buon capitano c poeta. Da lungo tempo essendosi Mohamiued ben Adha al-IIara-dani separato dagli altri sollevati di Alpujarras, era riuscito a formarsi un distretto di oltre cento borgate e villaggi, cui persuase di porsi sotto l’obbedienza del re. Egli si recò a Cordova a chieder perdonò e sicurezza a quel principe, che favorevolmente lo accolse ; ma alcune brighe di corte impedirono la felice riuscita delle buone intenzioni dell’uno e dell’altro; e più tardi fu duopo assoggettar colla forza popoli che allora si sottomettevano volontari. Nel mese safar 299 (ottobre 911) mori in età avanzatissima la madre di Abdallah; e questi, che l’avea sempre amata, onorata e rispettata, fu inconsolabile per la sua perdita. I suoi funerali furono celebrati con pompa straordinaria, le fu eretto magnifico monumento in uno dei palazzi della capitale, e volle altro se ne erigesse per lui accanto a sua madre. L’anno stesso, il 28 chawal (17 giugno 912), v’ebbe eclissi totale di sole, e si videro le stelle dopò la terza prece del giorno; lo che impedì ai Mussulmani di recarsi alla moschea a far quella della sera. Questo avvenimento contribui forse ad accrescere, la nera melanconia in cui era caduto Abdallah.Invano egli avea esalato il suo dolore in versi pieni di sentimento. Una lenta febbre lo trasse al sepolcro al principio di rabi I, Panno 3oo (ottobre 912) in età di 72 anni, dopo averne regnato 25. Quel principe, buono, generoso, prode alla testa degli eserciti, intrepido e paziente in mezzo alle agitazioni de’ suoi stati, ligio alla sua parola,sino ad esporsi di esser tenuto cattivo mussulmano piuttosto che violare i suoi trattati coi cristiani, mancava senza dubbio di quella fermezza tanto necessaria al sovrano per farsi temere e rispettare; e da ciò le continue ribellioni che turbarono il suo regno; gli scandali insorti alla sua corte per dispute di preferenza tra i suoi ministri, e l’irriverenza di uno dei veziri