DEI MOKI DI SPAGNA 4*3 a far venir a Cordova gli uomini i più celebri delPOrien-tc. Manteneva in Africa, in Egitto, in Persia e nelle due Irake agenti incaricati di comperare o far per lui trascrivere a qualunque prezzo i manoscritti più rari e preziosi di poesia, eloquenza, storia e geografia. Il suo palazzoMer-wan a Cordova era sempre aperto ai dotti.e letterati; avea raccolta una biblioteca di (>00,000 volumi, disposti per ordine di materie in parecchie §alc . con elegante iscrizioni che indicavano i libri contenuti e l’argomento di cui trattavano. Il catalogo diceva i nomi , genealogia , patria dei diversi autori, anno di loro nascita e morte, non che la lista di tutte loro opere; era esso formato di 44 volumi in folio,nè fu compiuto clic sotto il regno susseguente. Al-Ha-kem stesso era versatissimo nel diritto, nella storia, in tutte le scienze, nè mai apriva un libro che non vi aggiugnesse di sua mano sapienti note. Tostochè suo padre gli ebbe affidate le redini del governo, non piùi libri formarono la sua occupazione principale; non cercava in essi, al pari che nella conversazione coi dotti, se non ciò che potesse istruirlo nella difficile arte di regnare. Incaricò due de’ suoi fratelli, Abdel-aziz e Almoundnir, l’uno dell’amministrazione della regia biblioteca, l'altro della direzione delle accademie da lui fondate c della corrispondenza coi dotti. Meno armigero di suo padre, ma egualmente saggio ed esperto, egli godette più tranquillamente del soggiorno delizioso di Zahra,e rese telici i suoi sudditi, facendone fiorire la giustizia e la pace. Dovette tale vantaggio alla discordia dei principi cristiani di Spagna ed alle gesta di suo padre, che avea spente tutte le turbolenze interne. Nei primi anni del suo regno, non v’ ebbe sulle frontiere se non scorrerie e fatti poco importanti per parte dei Cristiani e dei Mussulmani. Al-IIakem si credette in dovere di segnalare il suo zelo contra i nemici dell’islamismo, e mostrare a’ suoi sudditi che alle virtù di buon re accoppiava il valore e i talenti di gran capitano. L’anno 35s (g63) ci pubblicò l’al-djihed, e recatosi a Toledo, ove stavano raccolte le sue truppe, assediò Sant-Estevan, tagliò a pezzi un’armata cristiana, t^lsc la piazza per assalto e la fece smantellare ; traversò ii Ducro, prese e distrusse Simancas, Cauria, Uxama e Clunia: espugnò di