4oo CRONOLOGIA STORICA esaminare la sua dottrina dai più abili làkilu della Spagna, lo condannò, dietro la lor decisione, ad essere impalato. Apparecchiavasi Abdallah di andare all’attacco in Toledo del ribelle Ben Ifafsoun, quando intese che il suo primogenito Mohammed e suoi fratelli Cacem e Al-Asbag avea- 110 contra lui sollevato Elbira,Ronda, Elioscna (Lucena) cc., riell’Andalusia orientale, e che il wali di Lisbona, ribellatosi, avea attaccato quei di Lamego, di Alfardega e di Alferada, incaricati di difendere la frontiera del Duero CQntra i Cristiani. Il re inviò il suo secondogenito Abdel-rahman a Siviglia. acciò procurasse colle persuasive di calmare l’inquieto e fiero Mohammed,ed infrenasse le altre parti dell’Andalusia. Incaricò il vezir Abou-Othman Obeid-allah ben Al-Gamri di portarsi a punire il wali di Lisbona, ed egli stesso marciò finalmente verso Toledo; ma insorta sedizione a Merida per opera del cadì Soliman ben Anis ben Al-baga, contra il governatore di quella città, Id costrinse a ritornare indietro con una parte della sua guardia a cavallo. Egli entrò in Merida senza esservi atteso, fece grazia di vita al cadì ch’era andato a gettarsi ai suoi piedi,gli rese tostala libertà in riguardo al suo precoce inerito ed ai servigi del padre, lo ammise in seguito tra i suoi vezir, e lo rese uno dei più ricchi cittadini di Cordova. Mentre Abdallah, arrivato davanti Toledo, faceva-la guerra a Ben Hafsun, questo fazioso col mezzo de’ suoi partigiani fomentava le turbolenze dell’Andalusia, e suscitava nella stessa capitale una sollevazione, cui la plebe non prese parte alcuna, e 1 cui autori furono impalati. A malgrado ogni sforzo per impedire qualunque azione decisiva, egli fu vinto sulle sponde del Tago. ed una parte del suo esercito allogò nel fiume; ma trascurando il re d’impadronirsi di alcuni forti occupati dai ribelli e di formarvi magazzini, caddero in poter del nemico le sue bagaglie e munizioni, e l'esercito rimase senza approvigipnamenti. Allora egli mutò piano, ricuperò una dopo l'altra Ucles. Ilueta e le altre piazze della provincia, e ritornò davanti Toledo. Il wali di Lisbona, vinto da Abou Othman, avea colla sua testa pagato il temerario suo tentativo, e la stessa sorte s aveano avuta gli alcaidi di Selve, Coimbra e Visco, di lui complici: i tumulti però di Andalusia facevano spaventevoli