DEI MORI DI SPAGNA 407 tusiasmo destato da quel principe, che allorquando ordinò leve per attaccare i ribelli, tanto numerose furono le reclute volontarie, che si vide obbligato di congedarne gran numero per non lasciar deserte le campagne e le officine. Nella primavera marciò verso Tòledo alla testa di 40,000 uomini, e s’impadronì di parecchie piazze occupate da Kalcb ben Hafsoun. Questo celebre fazioso, lasciato in città suo figlioDjafar con truppe e munizioni sufficienti per sostenere un lungo assedio, si recò in traccia di rinforzi nella Spagna orientale. 11 re non si fermò già all’assedio di Toledo,e, ricevute le sommissioni del rimanente della provincia, si avvanzò contra ben Hafsoun, che ritornava con forze superiori bensì in numero e comandate dai migliori capitani, ma inferiori in armi e nella cavalleria. La battaglia fu combattuta in una vasta pianura alcune giornate all’ ovest di Toledo. Essa fu vivamente disputata, e il re non fu debitore della vittoria se non alla sua cavalleria. I vincitori perdettero 3,000 uomini; mai vinti ne lasciarono 7,000 di morti e infinito numero di feriti. Abdcl-rahman vide con orrore quel campo di carnificina deplorò, l’effusione di tanto sangue mussulmano,e fece prodigare le stesse cure ai feriti d’ ambe le parti; conseguenza della quale spedizione fu la sommissione di tutte le provincie insorte sino al paese di Tadmir (Murcia). Il re ritornò a Cordova colla sua guardia, e incaricò suo zio Al-Modhaffer di continuare la guerra contra ben Hafsoun, che più non osò uscire dalle, sue fortezze. L’anno 3o2 (914) Abdcl-rahman cangiò il conio delle sue monete d’oro e d’argento, che sino allora erano state quelle stesse dei califfi omevadi di Damasco, suoi antenati, meno il luogo e 1’ anno ; ordinando che da una parte si ponesse il suo nome ed i suoi titoli, cui aggiunse quello d’i-mano ossia capo della religione, dall’altra la professione di fede mussulmaua, e sull’orlo la data e il luogo in cui erano state battuta, (1). (1) Tale ambiziosa innovazione gli fu senza dubbio suggerita dall’esempio di Obeid al-Mabdy,che avendo allora fondata la celebre dinastia dei Fatimitidi, di cui ;i darà da noi la cronologia storica in un a quelle degli altri sovrani dell’Africa , erasi usurpati i diritti spirituali dell’ inianato, e-srlusivi sin allora dei califfi d’Orienle. Allora universale fu lo scisma tra i Mussulmaui, e vi ebbero tre califfi ad un tempo, ossia vicari di Maometto; uno a Bagdad della stirpe'degli Adassidi ; il secondo in Africa;che diceva«