aga CRONOLOGIA STORICA se la piena stia approvazione ai proprii magistrati violentemente minacciali (falla Francia, c fece solenne premessa di perir seco loro, avendo gli ufficiali provocato di uscir dalla fila chiunque non volesse contrarre tale impegno. Essi ebbero cura di promettere che veruna ingiuria o provocazione turberebbero coloro che vi si ricusassero. Essi più volte ripeterono che ciascuno, istrutto dello stato delle cose,dovca giudicarne secondo i suoi lumi, e poi obbedire alla propria coscienza. Tre o quattro individui si separarono dai loro concittadini, e in mezzo all’entusiasmo nazionale ed alla nobile e commovente esaltazione che riuniva gli spiriti per lottare contro l’aggressione aperta di un gran popolo per tanto tempo amico e protettore dei Ginevrini, non si videro quei disertori della causa comune ricevere dai loro fratelli d’armi il menomo insulto, ma continuarono pure a vivere in sicurezza nel seno della popolazione, la cui sommissione offriva un contrasto così sorprendente colla loro condotta. Questo tratto raddoppiò l’accanimento dei girondini, sdegnati di vedere che i cittadini di Ginevra persistevano nella loro unioue e nel loro amore di patria tranquillo e riflettuto. Il consiglio esecutivo di F’rancia ne rimase sconcertato^ ben tosto divenne furibondo. Esso ordinò al generale Monstcquiou d’assediare Ginevra, che ricusava lasciarsi spogliare e porre in servitù. Quel generale accampò nei dintorni della città con 9 a 10,000 uomini che mancavano delle cose più necessarie alla vita, e chiedevano istantemente l’ordine d’incominciare l’attacco, sperando di trovare immenso bottino; ma Montesquiou,ch’era di carattere mode-derato e di chiaro intelletto, usò soprusi; fece saggie rimostranze ai suoi padroni, i quali gli diedero per conseguenza assoluti poteri per negoziare pacificamente. Ne risultò una convenzione onorevole, che venne segnata a Landecy il 1 novembre 1792, e ratificata dal consiglio generale il 27, colla qual convenzione le truppe francesi e svizzere si obbligarono egualmente di allontanarsi, e in tal guisa Ginevra conservò per allora la sua indipendenza; senonchò obbligata di rinunciare all’appoggio dei cantoni svizzeri, perdette la molla della interna sua tranquillità. Il governo francese, contento che le truppe di Berna