CRONOLOGIA STOJIICA pur quelli spediti dal Canadá, opinando egli clic il bill, «■mondato dai pari, verrebbe approvato. Dichiarò Peci che il suo voto era per l’emenda di Can-nig : si dolse che il ministro proposta non avesse una misura permanente, e che formasse quasi un onorato accordo fra le due camere. Attestò poscia che Wellington non ebbe mai l’intenzione di intralciare il ministero colla sua ammenda; scopo unico suo essendo slato quello di rendere migliore quel bill. La discussione fu acre molto. Furono attaccate le intenzioni, che dettato aveano P ammenda. II nome di Veliin-gton pronunciossi spessissimo. Canning, prendendo la parola, disse che non avea proposto una misura permanente, perchè non volea subisse la sorte dell’ultima, e perchè convinto era esistere nell’altra camera una determinaziono di ripulsare quanto su tale rapporto avessero addottato i comuni. « Nessuno pensa che centotrentatrè pari abbiano •votato per l’ammenda puramente e semplicemente, perchè opinato abbiano che ella era utile. Io sono convinto che il al suo i non alcune grida: all’ordine, soffocate ben tosto dalle altre: ascoltate! ascoltate!J» In altri tempi accade altrettanto ad uomini grandi siccome il nobile duca. Quando io considero il complesso delle circostanzer io sono costretto a ritenere che una abile mano diretto abbia tutti i movimenti di questa macchina complicata : io comprendo i mezz^che furono poeti in opera per congiungere i voti alla ammenda. La misura che io proporrò nella vegnente seduta, sarà la stessa di quella che fu ripulsata nella camera dei pari. » Si passò allora ai voti; e la mozione di Western ne ebbe cinquan-t’uno e l’ammenda di Canning dugentocinquatotto, per cui la maggioranza in favor del ministero fu di centoventicinque. 11 domani, nella camera de’ pari, molteplici membri, '«riti dalle espressioni del discorso di Canning, biasimarono assaissimo i\ linguaggio da lui tenuto. Il ai, quando trattavasi ancora nella Camera dei comuni sul bill dei cereali in deposito, avendo un membro detto. non poter «sio cr«dtr« che lord Lirerpoo folle «tato duca di Wellington credeva di fare un vantaggio ; paese ; ma nessuno può vietarmi di pensare che egl fosse Io stromento ai altre persone. » ( Si udirono ;