Di.u; Impero dì aCstììia 435 Se si traitasse di formare leggi fondamentali, di fare della Variazioni alle Icg^i fondamentali della confederazione, di OH t » allottar misure relative allo stesso patto federativo, ad isti-tuzioni organiche o ad altre disposizioni di comune interesse, la dieta si costituirà in assemblea generale: ed allora la distribuzione dei voti sarà calcolata, secondo 1 estensione respettiva de^li stati individuali. I grandi stali, cioè l’Au-itria, la Prussia, la Sassonia, la Baviera, PAnn«ver, il Wiir-temberg, hanno ciascuno quattro voti. Se la guerra è dichiarata dalla Confederazione, nessun membro puote intavolare negoziati particolari col nimico, nè fare la pace, nè conchiudere un armistizio senza il consenso degli altri. I membri della confederazione, riservandosi il diritto di contrarre alleanze, si obbligano per altro di non convenire vc-run obbligo, che potesse ledere la sicurezza della cQnfedi • razione o degli stali individuali £he la compongono. Gli stati confederati noii possono, sotto venni pretesto, farsi là guerra; ma devono sottoporre le loro differenze alla dieta; le quali, se non si potessero pacificare, verranno giudicate da un tribunale austrcgal, la citi sentenza inappeljabilmen-dovrà essere accettata dalle parti. Da questa disposizione dell’alto del congresso, deriva la protesta eie’principi in» termediarii, che si riservano la facoltà di far valere all’evenienza i proprii diritti. Nel 23 giugno, il principe di Sclnvantzenberg, gene* ratissimo delle armate alleate,- indirizza ai francesi un proclama, nel quale esprime il voto e la risoluzione delle potente. L’Europa, dice egli, non vuole più ustirpare ai diritti di una grande nazione: ma dessa non soffrirà-mai che la Francia, sotto il comando di un capo ambizioso, minacci di nuovo la pace de’suoi vicini. L’Europa non può disarmarsi sino che Bonaparte sarà sul trono di Francia: dessa vuole la pace: nè si accorderà mai con quegli che dessa considera come ostacolo perpetuo alla pace. Il i.° luglio, una commissione, composta da Laforet, Pontecoulant, la Fayctte, Sebastiani, Beniamino Constant, e d’Argenson, inviata veniva dal governo provvisorio di Francia, al quartier generale dei tre, monarchi, riuniti ad Haguenau. Le alte potenze risolvettero di ascoltare, a inez-, to di speciale commissione, cotesti inviati, intenzione dei