200 CRONOLOGIA STORICA bri della vecchia opposizione, che vi facevano ancora parte dichiararono non poter accordare intera fiducia al nuovo ministero prima di sapere, la direzione che voleva seguire: raa nel tempo stesso affermarono di non appartenere alla opposizione di cui un membro era capo. Biasimarono l’opposizione di taluni, che dessi sosteneano derivare da un personale rancore, e rinfacciarono loro di non aver atteso che una misura proposta dal ministero potesse autorizzarli a combattere colui, che era stato per molto tempo il loro capo od amico. Sulla metà del maggio, il marchese di Lansdown ebbe posto nel consiglio, ma senza un impiego speciale: il conte di Carlisle, nominato commissario forestale , e Tierney, maestro della zecca, entrarono egualmente nel consiglio. Il 31, Hume propose la revoca di una legge del 1819, che'assoggcttava allo stesso diritto del ballo dei giornali tutti gli scritti minori di dieci fogli di stampa, contenenti le notizie politiche. Egli sperava la sua proposta sostenuta da tutti quei membri della camera che aveano combattuto il bill. Scarlett, procurator generale, rispose non volare alla revoca del bill, sebbene dieci anni avanti avesse disapprovato parte degli articoli che conteneva. » Sollecito invece a dichiarare, aggiunse egli, che, osservati i vari oggetti su cui verte il bill, io mi opporrei sempre perchè fosse interamente revocato. E suo scopo di porre ad egual passo dei giornali, tutti gli scritti periodici minori di dieci fogli, che vendonsi a sei pence e si pubblicano ad epoche non più lontane di ventisei giorni. A giustificare la necessità di Tina tal legge, basta dire che se mancasse, gli scritti periodici assumer potrebbero Io stesso carattere de’ giornali senza pagare i diritti. Ricordiamoci che ai tempi in cui pro-ponevasi il bill, la città e la provincia erano innondati da un diluvio di scritti sediziosi e bestemmiatori; e tutti sentirono il bisogno di opporre un argine a quel torrente. Alcuni pensarono che il procurator generale fosse incaricato di perseguitare gli stampatori e gli editori di quelle opere dannose: altri opinarono fosse duopo gastigare gli autóri appena si scoprissero. Tuttavolta fu concordemente convenuto, che classificando tutti quegli scritti periodici nella ca-